Prima che il tempo si spezzi...

Giuseppe Galiandro ·

Il cielo era un mausoleo liquido di ombre, stagnanti e pulsanti come il respiro affannato di una bestia morente.

La città non dormiva: sussurrava nell'oscurità, una sinfonia dissonante di clacson lontani, passi incerti sulle pietre bagnate, Neon che tremavano come cuori spezzati.

L'aria era una lama fredda, vibrante d’umidità e promesse infrante. Sapeva di metallo ossidato, benzina rappresa, sogni fuggiti. Ogni respiro era un morso di gelo, e ogni ombra sembrava custodire un segreto.

Due uomini. Due facce della stessa moneta. Un legame invisibile, più forte del destino. Ma i legami spezzati non scompaiono mai per davvero. Risuonano. Come un eco che si è frantumato. O sta per esserlo.

La domanda che cambia tutto: E se il passato non fosse mai davvero passato? E se stesse aspettando solo di essere riscoperto?

Cosa ne pensate di questa piccola anticipazione?

Risposte

Nino B ·

Penso che tu scriva davvero molto bene. Il tuo stile è evocativo di immagini coerenti e lirico al punto giusto, mantenendo misura e lucidità senza strafare od ostentare ricercatezza. Leggendo gli altri tuoi topic, confesso di non essere un fan del genere che prediligi, ma l'aspetto fondamentale, secondo me, è lo stile, indipendentemente dal genere.

Approfitto del tuo testo per fare una domanda marginale: noto che nello scrivere recente si usa sempre più spesso la doppia congiunzione "virgola e" (la sto trovando, per esempio, nella traduzione di 4321 di Paul Auster). Io l'ho sempre considerata un errore. Che ne pensate?

Giuseppe Galiandro ·

Nino B Ti ringrazio davvero per il commento, mi fa molto piacere quello che hai scritto.

Per me lo stile è tutto: è il modo in cui racconto il mondo, e sapere che arriva, anche a chi non è dentro al genere, è una gran cosa. Riguardo alla “virgola e”… ti capisco. Anch’io un tempo la consideravo un errore. Poi ho iniziato a notarla sempre di più, soprattutto in certe traduzioni moderne (e non solo), e ho capito che può avere una funzione ritmica precisa. La uso quando voglio dare una pausa “emotiva”, senza spezzare troppo il flusso. Un po’ come se il pensiero si allungasse, si concedesse un respiro prima di chiudere. Come tutto nello stile, credo stia nel come e quanto la usi. Se è consapevole, può anche diventare parte della voce di chi scrive.

Grazie ancora per aver letto, e per aver dedicato tempo alle parole. Mi farà davvero piacere se vorrai seguire anche i prossimi frammenti di questo nuovo progetto.

Alejandra Capelli ·

Nino B Ciao, sono entrata da poco in community ☺️ per quel che riguarda la "e" preceduta dalla virgola, posso confermare che moltissimi utilizzano questa forma. Io faccio la beta reader da due anni e gli ultimi testi che ho ricevuto presentano questa caratteristica. Personalmente non lo considero a priori errore, MA se il testo ne è pieno diventa un problema. Come dice anche Giuseppe, ci sta a pennello in alcuni casi per dare delle pause studiate e volute.

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