Quanto dovrebbe essere lungo un libro?

Salvatore Russotto ·

Questo post potrebbe sembrare banale e inutile ma una chiacchieratina sull'argomento ci potrebbe pure stare quindi, vista anche la calma piatta degli ultimi giorni, ho deciso di aprirlo comunque. Tié.

Allora, analizziamo il primo aspetto: fino a che punto un mattone può essere considerato scoraggiante agli occhi della maggior parte dei lettori; che a quanto pare qui in Italia sono sempre meno, anche se, forse causa covid che si è puppato tutti gli spazi informativi, nessuno pare preocucparsene più.

L'ultimo libro che ho finito di leggere è stato Gli dèi di Darraj di Laura Mac Lem. Un laterizio da più di seicento pagine e oltre 900 grammi di peso. Ma devo dire che ne è valsa la pena e che quando l'ho ordinato non ho fatto caso a questa caratteristica.

Diverso è stato quando ho letto Mondo senza fine di Follet. Sì, Follet è Follet ma in quel caso ho pensato che sia stato inutilmente prolisso.

Oggi, se dovessi andare in libreria e scegliere un libro non so se sarei tanto attratto da un libro di oltre seicento pagine di un autore che non ho mai letto.

Eppure io stesso ho paura di essere un po' prolisso. Anche per questo ho voluto aprire questa discussione.

Risposte

Desy Icardi ·

Ultimamente sono attratta dai libri poco corposi, ma a parte questo non credo che esista una lunghezza  ideale. Un romanzo è troppo lungo quando perde ritmo, diventa ripetitivo, si perde in rivoli narrativi non necessari, ma questo può accadere con un testo di 100 come di 1000 pagine. Personalmente non toglierei una virgola a Guerra e pace o a Don Chisciotte. Poi, come faceva notare @Niji ci sono generi che tipicamente abbondano nelle lunghezze, il che diventa quasi una caratteristica del genere stesso.  Per esempio è raro trovare  romanzi fantasy sotto le 400 pagine (e tra l'altro sono quasi sempre inseriti in saghe).

Per uno scrittore esordiente che cerca un editore è invece consigliabile - non necessario, solo consigliabile! - proporre testi non troppo lunghi, perché gli editori, specie quelli piccoli, tendono a preferire formati agili con costi di stampa e vendita contenuti, specie per gli esordi. 

Da lettrice di fantasy e fantascienza, sono abbastanza abituata ai volumoni. Se un libro mi interessa e sono già convinta, non faccio particolare attenzione al numero di pagine. Se non sono convinta, però, è in effetti un fattore ulteriore di dubbio: molto spesso mi sembra che gli autori di questi generi si sentano in dovere di scrivere un mattone, più che averne necessità per narrare la propria storia. Ti direi che per me, se devo "provare" un autore nuovo, 300/400 pagine risultano più attraenti di 600. Mi sembrano una buona lunghezza per gestire una storia e molti dei miei libri preferiti non sono troppo lunghi, per cui se ho una scelta tra più titoli di un autore di cui non ho letto mai nulla, tendo a partire da quelli non enormi. Ma per carità, se ad una storia serve un respiro più lungo non è un gran problema: prendilo come una lieve preferenza non un rifiuto assoluto, alla fine se un libro è brutto già 200 pagine sono troppe. 

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