Parlare di un evento passato rispetto al tempo della storia

Ciao a tutti,

Spero di aver azzeccato la sezione e il titolo adatti ai miei dubbi.

Non sono ferratissima della grammatica e sto scrivendo un piccolo racconto in passato remoto. 

Mi trovo a descrivere un evento antecedente alla storia e sto utilizzato il trapassato prossimo per i verbi.

Ho tre domande sulla questione:

La scena si colloca in un periodo di tempo molto lungo, quindi l'utilizzo del trapassato prossimo la appesantisce non poco. Quindi la prima domanda è: il cambio di tempo deve essere costrittivo o c'è modo di mantenere il passato remoto?

La seconda è: se io devo descrivere brevi azioni in un periodo ancora prima rispetto al trapassato prossimo, che tempo devo utilizzare?

La terza: quando devo tornare al tempo principale della storia, come devo fare questo passaggio? Devo solo cambiare il tempo?

Esempio:

L'uomo si aggiustò la cravatta allo specchio, aveva una macchia sull'abito ma non se ne curò.

La lavatrice aveva smesso di funzionare e non aveva i soldi per ripararla.

Uscì di casa e cominciò la giornata di lavoro.

Grazie in anticipo se qualcuno vorrà aiutarmi con questi dubbi.

Risposte

Alessandro Margheriti ·

Un modo di annullare tutti i tuoi problemi è introdurre il corsivo e quindi descrivere le scene più in remoto usando sempre lo stesso tempo (passato remoto) e quindi, di volta in volta, trattandole come "presente".

Un esempio, estemporaneo:

Non ci vedeva, era ormai un dato di fatto. Se n'era reso conto mesi prima, quando i contorni delle cose avevano iniziato a sfumare in qualcosa di più vago e acquoso, senza che la situazione migliorasse ore dopo essersi svegliato. Gli era già successo e aveva dato la colpa alla stanchezza cronica e poi ad una certa strana allergia ai pollini che però gli stava facendo lacrimare gli occhi in pieno inverno.
- Forse sarebbe il caso di fare una visita oculista - aveva suggerito la sua collega, quando gliene aveva parlato.
- Passerà! Tra computer e cellulari non c'è molta pace per la vista.
- Appunto per questo! Vai a farti fare una misurazione e poi vedi. Magari tutto finisce con un collirio.
- Ma sì! - aveva risposto e poi messo da parte la cosa tra tutte le altre che avevano una maggiore urgenza. Almeno così credeva. Non gli era sembrato di peggiorare. Non ne era stato subito cosciente.
Ma quello che era accaduto giorni prima l'aveva messo di fronte al fatto che era successo e con la lentezza maligna delle cose ignorate.

Perché tutti ignoravano quel ratto schifoso?
Non riusciva a capirlo. Vi passavano accanto come nulla fosse e invece era lì, proprio accanto al cassonetto davanti alla stazione della polizia. Il vento appallottolava buste di carta e stracci in mulinelli disordinati, probabilmente i soliti rifiuti del mercato finito un'ora prima, e tra i rifiuti... quella... cosa.
Stava rosicchiando un avanzo. La testa era china tra le zampe. Si scuoteva un po', in quel singhiozzo tipico che gli sembravano fare tutti gli animaletti piccoli e che in certi faceva tenerezza proprio come in alcuni ribrezzo. Piccole vite accelerate nei gesti. Piccole vite...
Ma il ratto era disgustoso e sfacciato.
Senza paura di nessuno, sgranocchiava qualcosa arrotolandola tra le zampette unte. Quando l'aveva visto aveva sussultato ma gli altri? No. Come non esistesse.
E quando anche una donna con un passeggino vi passò davanti senza notarlo o poi avere il moto di spavento che si sarebbe aspettato dopo la sua distrazione, comprese che c'era qualcosa di strano.
Si avvicinò con la certa cautela che gli imponeva il disgusto e quindi la sua bocca si storse in una smorfia dal senso differente rispetto a quello che aveva pensato di dover provare.
Un ombrello rotto. La stoffa era ormai ridotta a uno straccio appallottolato e il vento lo muoveva scuotendolo appena, tenuto parzialmente giù dal suo peso. Un rifiuto, una cosa come molte altre in giro e dentro quel cassonetto.
Il ratto non c'era, non l'aveva visto davvero.
In realtà non aveva visto niente.

Spero di esserti stato d'aiuto.

Salvatore Russotto ·

Risposta al volo: la frase che hai scritto come esempio mi sembra corretta.

Appena posso provo a risponderti in maniera più approfondita.

Sì, ho capito. 

Anticipo il fatto passato che sto per raccontare e poi lo descrivo con lo stesso tempo mettendolo in corsivo per farlo comprendere. 

Mi è piaciuto il tuo racconto, molto carino devo dire. 

Mi ci trovo con il protagonista siccome ho lo stesso problema. 

Trovo questo sistema molto utile, grazie!

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