Manuali di scrittura

Inizio questa necessaria discussione con un elenco + mini recensione sui manuali più utili che mi sia capitato di leggere. Ho letto moltissimo manuali, siti, forum, visto video su youtube e in ogni caso esplorato l'esplorabile. Io sono però una persona molto "tecnica", e in genere dei libri scritti da "autori famosi" sulla filosofia della scrittura me ne sono sempre fatta ben poco.
La maggior parte di questi si trova in lingua inglese, ma in ogni caso raramente hanno un linguaggio inaccessibile. Ovviamente non ho letto tutto sull'argomento (mi mancano ancora da leggere i saggi di McKee e Field a proposito, ce li ho già su Kindle ma non li ho toccati).

L'idea fondamentale di questo topic (che probabilmente verrà anche creato una specie di indice e messo bene) è quella di raggruppare i manuali di scrittura più utili e magari più di nicchia rispetto ai grandi nomi. Ovviamente scrittura non si intende solo "narrativa", quindi ben vengano i manuali di sceneggiatura o saggistica! L'importante è scrivere una breve recensione e spiegare perché quel particolare libro ha aiutato e in che modo. Specie perché i manuali di sceneggiatura sono in genere scritti meglio. Dettagli.

Trama
Avendo iniziato io come scrittrice di racconti, la trama è stata un po' problematica per qualche tempo. Dopo essermi documentata questi tre libri in particolare mi hanno aiutata a fare un po' d'ordine:

-Creating character's Arc di K. M. Weiland. È autrice di un noto sito di aiuto per scrittori dove gli articoli sono molto interessanti e non banali. Le note che ho preso su questo libro sono quelle che consulto di più. In questo libro viene spiegato in modo dettagliato e fornendo degli esempi concreti e delle domande a cui rispondere nel caso ci si trovi in difficoltà l'arco del personaggio in tre atti. Di solito questo tipo di argomenti è trattato nei manuali di sceneggiatura essendone la base, ma questo è uno forse dei pochi libri scritti e pensati per autori di narrativa. Di più: l'autrice spiega anche alcune differenze narrative che magari mancano in altri manuali nel caso di storie in cui il protagonista è statico o nel caso di tragedie (ne presenta tre tipi). Il libro è semplice da leggere e da referenziare in caso di bisogno, gli esempi sono storie molto conosciute (es. Cars, cime tempestose, hunger games) e questo facilita ancora di più il collegamento dalla teoria alla pratica.

-L'arco di trasformazione del personaggio di Dara Marks. Questo è molto più conosciuto del primo, con la differenza che è incentrato sulla sceneggiatura. Dara Marks è in realtà una consulente: legge e "aggiusta" le sceneggiature altrui. Ha, tra le altre cose, lavorato anche per la rai. I "case studies" mi sono sembrati un po' oscuri, ma l'autrice ne scrive in modo dettagliato e comunque è leggibile anche senza aver visto il film. Un'altra differenza con il primo è che è più "tecnico", entra più nei dettagli di cosa funziona o non funziona, però non fa distinzione tra tragedie o altri tipi di narrazioni, essendo molto più rare a Hollywood. Il font utilizzato sulla versione in italiano (di cui non ne esiste l'ebook mannaggia, siamo nel 2021! Evolvetevi!) è scritto con un font che dopo dieci minuti vi farà rimpiangere di essere nati. Il libro è ottimo e con il primo essenzialmente copre tutto quello che c'è da sapere per fare una buona trama.

-Romancing the Beat di Gwen Hayes è molto più specifico e indirizzato a chi scrive romance. È più scarno di contenuti ma se usato con i primi due è un'ottima integrazione per chi scrive romance. Il manuale si incentra su come costruire una storia emotivamente soddisfacente e che tenga alta l'attenzione del lettore senza cadere nel'instaromance o facendo ruotare una trama che dovrebbe essere "guidata" dai personaggi attorno a un evento esterno. Io l'ho letto per ritoccare la trama del mio romanzo, un romance appunto, e mi ha aiutata a impostare una trama coerente e interessante (decisamente più interessante del solito "si piacciono si baciano e fine").

Descrizioni
-Word Painting di Rebecca McClanahan. Questo libro è IL manuale per affrontare le descrizioni. Le referenze letterarie sono utili e ben inserite (al punto di volerti farti leggere i libri che usa come esempi) e gli esercizi a fine capitolo sono abbastanza interessanti. Il libro spiega come integrare descrizioni che non siano solo visive e consiglia dei modi su come "abituarsi" a notare sapori, suoni, odori... A volte è un po' ripetitivo (specie perché ha fatto un capitolo per senso ad esempio), ma tutto sommato è ben riuscito. Raggiunge lo scopo, anche se vi consiglio di prendere qualche appunto mentre lo leggete.

Emozioni
Per evitare di essere stereotipati ci sono dei libri che aiutano anche su questo fronte.
- Retorica di Aristotele. Sono passati più di duemila anni da questo saggio, ma da un punto di vista pratico mi ha aiutata anche nella vita quotidiana. Il libro II è la ragione per cui ho messo il libro nella lista, ma se scrivete saggistica o articoli divulgativi anche il libro I e il III vi saranno utili. La prima parte del libro II nello specifico è un mini trattato sulle emozioni che provano le persone, sul perché le provano e su cosa le causa.
-The Emotion Thesaurus e The Emotional Wound Thesaurus di Becca Puglisi e Angela Ackerman. I libri della collezione sono 7 e hanno più o meno la stessa impostazione: una prima parte di "istruzioni" su come trattare l'argomento e una seconda da usare come referenza quando si vuole scrivere di un particolare argomento. Io consiglio in particolare questi due perché sebbene abbia apprezzato anche gli altri, questi due offrono in maniera chiara e immediata una piccola esemplificazione di quell'emozione o trauma(nel senso ampio del termine) dettagliata e utile. In questi due manuali sono raccolti in particolare linguaggio del corpo, eventuali conflitti, in cosa le emozioni possono evolvere o ridursi, che conseguenze hanno per il personaggio eccetera eccetera. Sul sito delle autrici ci sono delle schede di esempio.
Anche la parte di spiegazione è utile, pur essendo una minima porzione di quello che è un libro di consultazione spiega bene come applicare i concetti (ad esempio nel Emotional Wound Thesaurus viene spiegata la piramide di Maslow). È utile se, come me,avete abbastanza difficoltà a interpretare gli altri e magari siete alle prime armi per quanto riguarda descrizioni un po' più particolari come appunto quella del linguaggio del corpo che non è affatto semplice e immediata.

Editing
Quando ho finito di scrivere il mio romanzo non sapevo che cosa farmene. Intendo dopo la prima bozza. Tutti parlano di editing ma non troverete nessuno a spiegarvi cosa fare. Ho trovato veramente il nulla cosmico su questo argomento. Per fortuna però c'è
-Self editing for fiction writers di Renni Browne e Dave King. Il libro è incentrato su come aggiustare quella prima bozza, ogni capitolo è dedicato a un particolare problema (spesso anche di quelli sottovalutati), anche questo ha esercizi a fine capitolo (che ho snobbato sta volta) e dei riassunti che potete tranquillamente copiarvi in un file word separato da consultare. Copre tutto, caratterizzazione, world-building, punto di vista, piccoli trucchi per rendere la scrittura più raffinata. Nonostante non credo abbia riempito tutto quello che avrei voluto sapere sull'editing è un ottimo libro. Gli esercizi, a dispetto di quelli di Word Painting ad esempio, mi sono sembrati più fine a sé stessi che utili per sviluppare un'abitudine.

Bonus non scrittevole.
-Solving the procrastination puzzle di Timothy Pycyl. L'autore, oltre ad avere un blog seguitissimo dove parla di questo, è un ricercatore che si occupa di... procrastinazione. Il libro affronta le cause, le conseguenze e le strategie per superare l'ostacolo. Beh è ovvio perché questo libro, pur non essendo inerente alla scrittura, sia finito su questa lista.

Credo di aver finito la mia lista, sicuramente ho dimenticato qualcosa ma è un'ora che lavoro a questo topic e mi sono stufata. Spero di vedere la vostra! E siate dettagliati.

Risposte

Innanzitutto complimenti per questo topic. Volevo chiederti se esistono anche in italiano i libri che hai citato oppure bisogna perforza tradurseli da soli? 

Ce l'ho in lista! Sui dialoghi so che anche quello di James Scott Bell è ottimo ma non l'ho ancora nemmeno preso. Poi quando leggo gli altri faccio un'altra mini-recensione.

Per ora grazie, consigli preziosissimi. Posso solo aggiungere che ‘Dialoghi’, il libro di McKee, è una vera miniera d’oro, con solidi riferimenti teorici e tanti esempi da Shakespeare a ‘Breaking Bad.’

Non ho mai letto un manuale prima di scrivere. Ritengo che, conoscenza dell'italiano a parte (ci sono scrittori che non sanno scrivere e si rischia d'imparare male), basti leggere.

Comunque, io ho comprato quello franco forte, che conosciamo tutti, e un testo della gotham writer workshop.

Grazie mille

Alex Mai ·

A mio avviso quelli della Gotham, peraltro disponibili in italiano, sono ottimi!

Anche io pensavo questo all’inizio della mia avventura su WD (prima dell’acquisizione). Poi, mi sono messa in gioco nei contest e con i concorsi e mi sono resa conto che la conoscenza della lingua da sola non basta. 

Alla base di ogni racconto c'è uno studio centrato sui meccanismi che servono a costruire un testo che lasci il segno. Occorre studiare, analizzare, le diverse tecniche degli autori per comprendere come costruire un testo, per scrivere ad esempio un flusso di pensieri che non annoi il lettore dopo due righe, inserire un flashback, usare quegli espedienti che tengano incollato il lettore fino alla fine. Ti sarà capitato di leggere testi in cui non si avvertono note stonate, o parti superflue, in cui tutto è dosato alla perfezione. Ecco, questi sono testi di autori che hanno acquisito una tecnica. Ciò che non si trova nei manuali è invece la propria “voce”, lo stile che contraddistingue un autore dall’altro.

Citando The Elements of Style di William Strunk ed E. B. White (che consiglio, e non solo perché è un’opera su cui si sono formati alcuni dei più grandi autori anglosassoni):

“Se quelli che hanno studiato l’arte della scrittura sono d’accordo su una cosa, è questa: il modo più sicuro per stimolare e mantenere l’attenzione del lettore è essere specifici, chiari e concreti. I più grandi scrittori – Omero, Dante, Shakespeare – sono efficaci in gran parte perché trattano i particolari e riportano i dettagli che contano. Le loro parole evocano immagini.”

Aristotele affermò che lo scopo della Retorica non è persuadere, ma mostrare ciò che è adatto a ottenere la persuasione. Per produrre Narrativa, cioè per essere arte, bisogna mostrare. La Retorica è solo uno degli aspetti della Narrativa, e già così si comprende come può essere vasto lo studio e l’analisi di un testo e di un autore. 

Ci sono diversi manuali in commercio, con un po’ più di tempo condividerò con voi quelli che ho letto io ?

consiglio due must: "Come non scrivere un romanzo", di H. Mittelmark e S. Newman, ed. Corbaccio. Non è propriamente un manuale ma una summa di tutto ciò che rende illeggibile, grottesco e persino spassoso il tuo manoscritto, ma mai pubblicabile. L'ho letto diverse volte, anche solo per farmi quattro risate perché ogni volta scopro qualche perla preziosa. Se utilizzato in modo critico e assimilato a dovere ti si accenderanno un sacco di allarmi mentre scrivi. Il secondo che tengo sul comodino come la Bibbia è "Saper scrivere bene oggi", di A. Frescaroli, ed. De Vecchi. Per imparare (davvero) il ritmo, la punteggiatura, e le astuzie dello scrivere (bene) moderno (anche se il testo è decisamente datato).

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