Eventuali problemi nella menzione di luoghi reali nei racconti

Silvio Bogetto ·

Il romanzo che ho appena ultimato è ambientato, in parte, in una chiesa che esiste veramente in Italia, ma i nomi dei personaggi coinvolti nel racconto sono di fantasia.
Possono esserci problemi legali? Dovrei optare per un nome e una descrizione di fantasia per l'edificio in questione?

Grazie per l'aiuto,

Silvio.

Risposte

Salvatore Russotto ·

Se citi espressamente il nome potrebbe essere un problema. Mi spiego meglio: se parli della chiesa della Gran Madre che si trova a Torino ma la collochi in un luogo di fantasia non so se sarebbe illegale ma tutti i torinesi che si trovassero a leggere il tuo racconto ti riderebbero dietro.

Se, invece, non fai un riferimento esplicito al nome della chiesa non credo che vi possa essere alcun problema.

Ovvio che se questa chiesa ha una volta affrescata da tal Michelangelo Buonarroti con un'opera chiamata "Giudizio universale" non vale la regola di evitare di fare il nome.

Support Rando ·

Ma no ragazzə, pensate a tutti i libri pubblicati in città reali. Dan Brown, Thomas Harris, Stephen King dovrebbero essere in galera.

Usare luoghi reali non è un problema (lo sarebbe probabilmente ambientare una storia di malasanità inventata in un ospedale reale), c'è anche il famoso disclaimer "questo libro è un'opera di fantasia, ogni riferimento a cose, fatti, persone e luoghi esistenti è puramente casuale" a inizio libro.  

Salvatore Russotto ·

Ora sono curioso anch'io, ma non so se un avvocato può bastare. Pensa a Il codice Da Vinci o Angeli e Demoni. Chissà se qualcuno ha fatto causa a Dan Brown. O a Puzo per Il Padrino parte terza (anche lì non la chiesa ma addirittura il Vaticano, non ne esce bene).

Comunque se scopro qualcosa non tarderò a aggiornare.

Memole ·

Già....  ma come fanno quelli che scrivono le biografie?  Se uno vuole raccontare delle proprie nozze, ad esempio, non può farlo per il rischio che qualche ospite si offenda per esser stato tirato in ballo? O per il rischio di riportare non esattamente le parole che il celebrante ha detto?

Silvio Bogetto ·

Probabilmente non mi sono spiegato bene io. Il mio timore è quello di avere ritorsioni legali da parte di qualcuno (il parroco o la Curia stessa), per aver "usato" un luogo sacro come teatro di accadimenti che possano essere giudicati offensivi nei confronti  della religione cattolica. Questo è il mio unico timore.

La novità proprio di stamattina è che sono stato per lavoro da due miei clienti che scrivono e traducono libri in inglese e che conoscono bene l'ambiente. Gli ho sottoposto la questione e, come sapevo anch'io, le denunce per diffamazione possono arrivare se scrivi male di qualcuno e ne fai nome e cognome; ma per i luoghi, secondo loro, il problema non dovrebbe esistere, anche se bisogna tenere in considerazione che le chiese sono luoghi privati aperti al pubblico. L'unica figura professionale che potrebbe fare definitivamente chiarezza sulla specifica questione sarebbe un avvocato, ma ho già trovato, come ho detto, una soluzione che, oltre a essere gratuita, aggiungerà un ulteriore elemento interessante alla storia. Confesso però che mi farebbe piacere avere la risposta al mio quesito, se non altro per curiosità.

Silvio Bogetto ·

Con le persone è sempre pericoloso, non sai cosa gli frulla per la testa, e in molti hanno la "denuncia facile".

Memole ·

Mi chiedevo.... se sono luoghi pubblici, come una città, una chiesa, una scuola, un ospedale, o che altro,  dovrebbero esserci problemi a menzionarli in un libro?  Ci sono tanti romanzi ambientati in città specifiche (quelli di Elena Ferrante fanno ad esempio riferimento specifico a certi quartieri napoletani)...

Silvio Bogetto ·

Se si può risolvere con un disclaimer, si potrebbe usare un nome confidenziale dato alla chiesa dai protagonisti al posto di quello reale.

Memole ·

Bella domanda....  

Memole ·

Anch'io sono curiosa - come fanno le persone che scrivono un romanzo autobiografico?  Se vogliono ad esempio raccontare di un matrimonio in chiesa un po' movimentato, come fanno?  Ok, non devono mettere nome ed indirizzo della chiesa, del parroco e degli invitati, ma certamente alcune persone che leggono il libro forse si riconosceranno in quella scena...

Memole ·

Grazie!  Che complicato....

Memole ·

E se invece la chiesa apparisse in un'illustrazione (non come foto, ma come disegno) nel libro? Non verrebbe menzionato né il nome della chiesa né la città, ma sarebbe riconoscibile guardando ai dettagli del portone, del tetto, o cose del genere.

Secondo me il rischio legale si pone solo per luoghi direttamente collegati a persone fisiche o giuridiche. Ad esempio, se nel tuo romanzo scrivi che nella sede della Staminchia SpA si svolgono sacrifici umani i dirigenti della Staminchia potrebbero effettivamente ritenere che ciò danneggi la loro reputazione, anche se gli esecutori di tali riti non fossero legati all'azienda.

Memole ·

E se in un libro si fa riferimento a persone che esistono veramente?

Se scrivessi una storia ispirata a fatti veri, in cui non faccio mai nomi (né di luoghi né di persone) ma la corredassi con illustrazioni stile schizzi in cui, a volere, si può riconoscere un certo edificio (e di consequenza chi lo gestisce)...  potrebbero esserci problemi?  

La storia filerebbe anche senza doverci mettere questi 'indizi' a luoghi e persone reali - ma questi indizi darebbero forse un qualcosa di più alla storia.  Per fare l'esempio della chiesa:  potrei scrivere una storia di due che si sposano in chiesa, felici delle parole gentili dette da chi ha celebrato la messa.  Ci farei poi lo schizzo della cattedrale di San Pietro in Città del Vaticano, e già la storia acquisterebbe qualcosa di diverso.

Silvio Bogetto ·

Può darsi che venga chiesto il permesso agli interessati, e comunque, in linea generale, dipende da cosa scrivi. Ricorda che:

Silvio Bogetto ·

Proprio come sospettavo. Per evitare problemi manterrò il nome della città reale ma darò alla chiesa nome e ubicazione di fantasia.
Grazie infinite per l'esauriente risposta.

Silvio Bogetto ·

Sembrava una questione semplice, ma credo che per esserne totalmente sicuri bisognerebbe pagare la consulenza a un avvocato.

Silvio Bogetto ·

Soluzione interessante, ma rischiosa anche quella, a questo punto. Ho già immaginato una variazione definitiva che mi metterà al sicuro da eventuali problemi. Andrà a snaturare l'impostazione iniziale che avevo in mente e alla quale ero affezionato, ma credo che addirittura migliorerà il racconto nel suo complesso; le città avranno altri nomi come molte altre cose e luoghi sulla Terra in quel periodo storico, e anche la descrizione della chiesa in questione non dovrà corrispondere a quella reale.

Questo è quanto si può fare purtroppo, e così farò.

Salvatore Russotto ·

Quanbdo ho parlato di problemi mi riferivo solo al fatto che sarebbe stato poco credibile collocare una chiesa famosa come la Gran Madre di Torino o la Cappella Sistina in un luogo diverso da quello reale (anche se non lo ritengo impossibile se la cosa è orchestrata bene e magari in un romanzo moolto fantasy). In effetti, personalmente, non credo che nessuno ti chiamerebbe in causa per aver nominato una chiesa o altri edifici esistenti.

Ad esempio, anche io ho ambientato il mio secondo romanzo (in lavorazione da sette anni ) a Torino e talvolta cito luoghi famosi della città. Ma non credo che la cosa offenda chicchessia. Ovvio che se ne parlassi malissimo sarebbe un'altra storia.

Immagina se facessi riferimenti alla strage di Superga con il punto di vista di un tifoso della Juventus (cosa che non sono, io odio il calcio).

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