Chiedo aiuto per una questione su armi da fuoco puntate su sé stessi (avete capito, su).

Linda ·

Buona sera a tutti! Da quello che si evince dal titolo, la mia domanda riguarda il suicidio (non so se bisogna censurarlo, non ricordo se sui forum si rischia qualcosa, in caso mi scuso).

Da qualche parte ho letto che un soldato sa dove e come puntare la propria arma da fuoco su sé stesso per non rischiare di rimanere soltanto ferito, ma purtroppo non ricordo più i punti né DOVE l'ho letto, mannaggiamme, per questo chiedo lumi a voi, perché il mio personaggio è sempre quel carabiniere del post che ho scritto sempre in questa categoria!

Quello che mi pare di ricordare è: in bocca e sotto il mento, perché alla tempia si rischia una ferita nel movimento della mano, è corretto?

Grazie in anticipo.

Uao, che bei post leggeri che scrivo alle 23:20 di un 7 di marzo qualsiasi.

Risposte

Salvatore Russotto ·

Confermo il dato della canna in bocca e aggiungo che va direzionata verso l'alto. Non essendoci ossa a fermare il proiettile, anche sotto il mento, sempre puntata verso l'alto.

Per quanto concerne la tempia, in effetti, credo che si debba avere una presa ben salda e un braccio robusto per resistere al rinculo dell'arma con conseguente deviazione della traiettoria.

P.S.: ho provato a fare una ricerca su internet ma ho chiuso quasi subito. Il promo link è un numero di aiuto. Ho pensato, se non esco subito mi trovo un'ambulanza sotto casa...

zio rubone ·

Confermo, bocca e puntare verso l'alto. A puntare la pistola alla tempia ci ha provato Gino Paoli.

Daniele Leoni ·

Che io sappia, se spari a qualcuno o gli infili una bella spada in bocca trafiggi il cervelletto, quindi muore all'istante. Ma non ho mai provato, quindi non posso esserne sicuro, e mi auguro si possa dire lo stesso dei tuoi lettori. 😄

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