Aiuto in questioni da CARABINIERI

Linda ·

Salve a tutti! Come da titolo, ho bisogno di aiuto su questioni riguardanti l'Arma dei carabinieri, in particolare il modo in cui ci si saluta/congeda tra capitano e sottoposti e capitano e superiori.

Il mio personaggio principale è un capitano dei carabinieri. Se chiama qualcuno, ad esempio il maresciallo, quello come risponde? Esiste ancora il Comandi capitano? Ed è solo questo, solo "comandi capitano"?

E quando congeda il maresciallo, l'appuntato, il brigadiere eccetera (avete capito), come risponde il sottoposto? Agli ordini? Sissignore? Signorsì? Va bene ciao?

Per favore, aiutatemi a capire come scrivere bene queste scene 

Risposte

Linda ·

Tu non sai quanto mi hai illuminato la giornata! Ti ringrazio infinitamente!

Desy Icardi ·

Dipende dal tipo di storia.  Sicuramente un tempo certe usanze erano più radicate, ma credo dipenda da tante cose, il contesto geografico, per esempio. Ricordo una volta che per inoltrare una denuncia notai che durante l'attesa i carabinieri parlavano tra di loro con una certa familiarità, ma nel momento formale - l'atto della denuncia vero e proprio -  si rivolgevano l'un l'altro con grado e cognome.  In bocca al lupo.

Prova a dare un'occhiata anche a questa sere di articoli, li avevo letti tempo fa per motivi simili ai tuoi e mi erano stati utili. Qui si parla di indagini in generale, quindi non solo di carabinieri ma anche di polizia. https://pennablu.it/narrativa-poliziesca-1/

Linda ·

La situazione è da Fine Del Mondo, in cui tra loro (ovvero sopravvissuti) si conoscono e addirittura ho deciso – e qui correggimi se ho fatto un errore – che un brigadiere con cui il capitano si conosce da molto tempo, gli dia del tu, in base a una serie di cose che sono successe a entrambi. Gli altri gli danno del lei. 

E poi (dato che ti ho trovato ne approfitto alla grande, quindi ecco qui la sciorinata di domande):

– tra carabinieri ed esercito come funziona? Un amico stretto del capitano, che è sergente maggiore dell'esercito, può dargli del tu considerando che ci troviamo, ripeto, in una situazione alla Fine Del Mondo e che il sergente maggiore sopracitato è stato per un periodo cognato del capitano?

– È possibile che tra un capitano dell'esercito e un sergente maggiore ci sia amicizia tale che il secondo faccia da testimone di nozze al primo?

– Ogni volta che passa 'sto povero capitano, la gente si alza sempre e fa il saluto? Come funziona nello specifico? (considera sempre la FineDelMondo).

Grazie mille se rispondi, ho pensato di informarmi nei forum sui carabinieri ma ho paura di disturbare gente che lavora per cose di scrittura. 

Nino B ·

Dato che si tratta di una situazione limite, potresti pensare di stravolgere tutte le convenzioni.

Per quanto riguarda i rapporti tra esercito e carabinieri, in genere sono orientati al rispetto, ma non credo che tra di loro si adottino rigidi formalismi. È chiaro che se un carabiniere incontra un generale dell'esercito si mette sull'attenti, ma, per il resto, dipende dai casi. Mi è capitato, quando ero ufficiale, di essere fermato da una pattuglia di carabinieri: ero in borghese, ma ho esibito il tesserino militare; pur essendo, nei fatti, un loro superiore, non hanno usato con me alcun formalismo (né io l'avrei preteso). Ricorda, comunque, che il saluto militare va dato solo se chi è tenuto al saluto (il sottoposto) è in divisa; altrimenti basta un semplice ed educato saluto. 

Nella caserma dove prestavo servizio c'era proprio un sergente maggiore simpaticissimo, benvoluto da tutti e ci si dava, tra lui e gli ufficiali, tranquillamente del tu anche in pubblico. Quindi, sì, se un sergente maggiore come quello facesse da testimone di nozze a un capitano nessuno griderebbe allo scandalo.

Se un sottoposto (in divisa) incontra un superiore normalmente saluta militarmente, ma se succede dieci volte in cinque minuti è l'ufficiale stesso che in genere dice "comodo; basta che saluti una volta".

Considera che l'ambiente militare è frequentemente falso e ipocrita; potresti quindi ipotizzare una differenziazione tra sfera pubblica e sfera privata: in pubblico rispetto dei formalismi e in privato convivialità.

Desy Icardi ·

Occhio al livello di ambientazione. Un conto è la caserma, un altro la stazione locale dove probabilmente i rapporti sono meno formali.  Il chiamarsi con il grado più il cognomi è sicuramente usuale ma un maresciallo che chiama il sottoposto "appuntato Rossi", magari in un momento informale, può fare un po' l'effetto retrò in stile "pane amore e fantasia" (che magari è l'effetto che cerchi).

Ti do un consiglio molto  banale ma credo utile, che è quello di consultare il sito dei carabinieri con particolare riferimento alle pagine di comunicazione e stampa, così puoi testare da solo qual è il loro "stile ufficiale" di comunicazione https://www.carabinieri.it/

Nino B ·

Guarda, da ufficiale di complemento dell'esercito, dato che i Carabinieri sono militari a tutti gli effetti, ti dico: dipende...

Nella mia città c'è la scuola allievi Carabinieri e so che sono rigidissimi: gli allievi sono tenuti d'occhio anche in libera uscita e guai se sgarrano sulla forma, sull'abbigliamento, sulla condotta...

Normalmente, sì, se un superiore si rivolge a te, rispondi "Comandi!" e ti metti sull'attenti e al comando rispondi "Signorsì!" (in Marina invece, si usava Sissignore, ma non so se è ancora così).

Nelle realtà locali, nelle piccole stazioni periferiche, la situazione potrebbe cambiare, in base al grado di confidenza tra i vari componenti. È vero che, generalmente, i Carabinieri tengono sempre e comunque alla forma e alla gerarchia, ma potresti valutare se descrivere una situazione insolita, in cui la forma lasci il posto alla familiarità...

Linda ·

No, il mio personaggio chiama i sottoposti in modi diversi a seconda della familiarità che ha con loro. Per dire a uno lo chiama Giovanni, un'altro lo chiama Roma (diminutivo del cognome), un altro lo chiama solo col cognome, e i suoi sottoposti si rivolgono a lui dandogli del lei tranne in un caso, in cui gli dà del tu, ma non come mancanza di rispetto, bensì per tutta una serie di disavventure che hanno passato insieme.

Quella che ho nel mio libro è una situazione decisamente al limite, i personaggi sono stati mandati in una zona mezza sperduta d'Italia e questo ha creato dei legami tra loro, per cui la formalità c'è ma fino a un certo punto. Infatti a me interessavano le modalità di dare/ricevere ordini quando poi si passa a una situazione di pericolo in cui (secondo me) è proprio necessaria la formalità.

Il sito dei carabinieri ce l'ho praticamente sempre aperto, ma parlare con un vero rappresentante delle forze dell'ordine secondo me è molto più utile, perché ti fornisce la risposta immediata a quella domanda. 

Considerate che mio suocero era brigadiere capo dei carabinieri e quando veniva chiamato rispondeva sempre Comandi signor maresciallo, e anche se gli chiedevano un bicchiere d'acqua la sua risposta era  sempre Comandi e non, ad esempio, signorsì. Questo modo di porsi è troppo formale? O datato? O si usa ancora?

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