Sito web per promozione

Clara Battiston ·

Buongiorno a tutti! 

Avevo letto in una discussione che uno degli strumenti essenziali per promuovere il proprio libro è creare un sito ben fatto e curato.

Mi chiedevo, questo è valido sia se un autore decide di imbarcarsi nel self publishing sia che voglia farsi pubblicare da una casa editrice?

In più, che caratteristiche dovrebbe avere un buon sito? (oltre al non creare un caos grafico stile homepage di MSN...) Cosa dovrebbe contenere? Avete degli esempi?

Grazie in anticipo e buon sabato! (che è anche il mio giorno preferito) 

Risposte

Desy Icardi ·

Io il sito ce l'ho, ma conosco autori ben più noti di me che non ce l'hanno. Credo che sia utile, ma non indispensabile, specie all'inizio. Per quanto mi riguarda il sito è più una vetrina istituzionale che non un mezzo di promozione, non è il posto dove qualcuno mi scopre per caso bensì l'approdo di chi già mi sta cercando.  Però non esiste un solo modo di intendere il sito, il mio è molto semplice. Ci sono sicuramente strutture più elaborate e adatte alla promozione editoriale.

Ciao Clara!
Per quanto riguarda la tua prima domanda: sì, un sito web è necessario sia quando decidi di fare self publishing sia quando collabori con una casa editrice.
Un autore, se vuole avere successo, deve creare un brand con il proprio nome e per questo è necessario essere molto attivi online.
Attivo online è considerato principalmente sui social network e in secondo luogo su un sito web.
E questo perché un sito web è come un biglietto da visita.

E per quanto riguarda la seconda domanda, cosa dovrebbe contenere il sito web, allora credo quanto segue:

la prima è la pagina principale (Home page), che contiene necessariamente sezioni con brevi descrizioni e il resto delle pagine (con link ad esse);

la seconda pagina più importante è "Su di me" ("About me" in inglese), che ritengo la più importante per un autore, dove parlerai di te.
Qui fai attenzione a cosa scrivi in essa, perché la tua storia deve suscitare l'interesse del visitatore nel leggere i tuoi libri;

la terza pagina è la pagina dei contatti, dove lascerai le informazioni per chi vorrà contattarti;

Queste sono le pagine essenziali.

Pero sarebbe gradita una sezione per i tuoi libri, dove creerai una pagina per ogni libro e un link dove i visitatori del sito web possono acquistarlo.

E per passare ad un livello superiore, sarebbe perfetto dare ai tuoi visitatori la possibilità di acquistare i tuoi libri direttamente dal tuo sito, creando un piccolo e-commerce all'interno del sito.

Quest'ultima opzione potrebbe essere la più costosa di tutte, ma anche quella che ti porterà soldi, senza dover condividere i soldi con qualcun altro (nel caso tu venda i libri attraverso altri siti).

Scegli cosa vorresti che contenesse il tuo sito web e, se hai bisogno di un preventivo, contatta i ragazzi di Romaweblab, specializzati nella creazione di tali siti web.

Support Rando ·

Vi può interessare una diretta su Instagram sul tema? 

Support Rando ·

Ugh, no, ti prego, Weebly no 

Intanto è fondamentale avere il proprio dominio e non un dominio di secondo livello (per intenderci: sì lindarando.com, no lindarando.weebly.com o lindarando.wordpress.com o lindarando.wixsite.com/lindarando)

Wix, Weebly e tutti gli altri hanno costi mensili esorbitanti, mentre acquistando un proprio spazio web si paga infinitamente di meno (20/60€ l'anno, dipende dall'hosting).

Su weebly puoi creare ottimi siti professionali in pochi click. È una piattaforma intuitiva e io ci ho messo pochissimo. Il sito è venuto una bomba, e l'ho riempito di informazioni per stuzzicare i potenziali lettori o per approfondire la lore del romanzo e dei personaggi. Ti consiglio anche di fare un booktrailer e di farlo girare nei social, quello pure è un ottimo attrattore (più breve e sintetico meglio è). 

Giovanni Cozza ·

Non è questione di astio; conosco personalmente molti piccoli content creator che hanno visto il loro "giro" sul social di riferimento ridursi moltissimo da un giorno all'altro come conseguenza di questa o quella modifica invisibile dell'algoritmo, che all'improvviso ha cominciato a "nascondere" certi tipi di contenuti.

E non parlo di un evento una tantum come può essere un incidente, sono dei cambiamenti che le varie piattaforme fanno regolarmente per incoraggiare chi le utilizza per promuoversi a fare uso delle funzioni a pagamento; oppure per accentrare l'attenzione di tutti su un piccolo numero di content creator enormi a scapito dei content creator più piccoli, perché questo aumenta la profittabilità della piattaforma.

Ripeto, lo dico senza nessun moralismo; solo, è importante sapere che le piattaforme stanno gradualmente rendendo più difficile e costosa la creazione di una nicchia ai nuovi, piccoli content creator. Al momento non esiste alternativa e quindi è comunque indispensabile usare i social, e anche essere sul pezzo su quali social utilizzare per raggiungere quali fasce di pubblico. Tuttavia, penso sia meglio essere pronti a saltare da un social all'altro in base a come si sviluppa la situazione, e quindi può essere utile avere una base "neutra" in cui tenere i contenuti.

Alessandro Margheriti ·

my 2 cents: se sapete lavorarci su, il sito fatevelo bene (con o senza web designer), state alla larga da weebly, wix, blogger e porcherie simili. Non c'è paragone.

E comunque: come già suggerito da @Desy Icardi, agli esordienti un sito serve a ben poco. Cosa vi pubblicate, come lo riempite? E soprattutto: come otterrete visite se non avete ancora un vostro pubblico? Altra cosa è che vogliate aprire un blog e pubblicare articoli su quello che vi garba (come faccio io), e allora a quel punto dovete farvi altri tipi di domande.

Desy Icardi ·

Non ci sono controindicazioni nell'avere un sito, non credo sia determinante ma può avere una sua utilità. Dipende molto da come l'organizzi. A livello di promozione, credo che al momento gli strumenti migliori siano Instagram e Tiktok dove ci sono molti book-blogger, ma una cosa non esclude l'altra, anzi, in genere nel sito inserisci i link ai tuoi social. Io il sito ce l'ho e da lì non mi contattano i lettori, ma gli organizzatori di eventi. Puoi anche partire da un blog, tipo wordpress, e poi  fare l'upgrade a sito in un secondo momento. Il mio sito, per esempio, è su wordpress: https://www.desyicardi.it/

Insomma, se ce l'hai magari torna utile, ma se non ce l'hai nulla ti è precluso. Non è una conditio sine qua non.

Dico questo basandomi soltanto sulla mia ristretta e singola esperienza, ovviamente.

Tacet ·

Astio no, semmai prudenza. Se mi mandano tre strike su YouTube e mi bloccano su facebook e Instagram o tiktok, il sito resta l'ultima spiaggia dove farmi vedere, è il monolite che raramente può cadere.

Giovanni Cozza ·

I social vanno trattati in maniera usa e getta, dato che loro trattano te allo stesso modo; non in senso idealistico, ma proprio di sopravvivenza. Se il "nucleo" della tua presenza digitale è una pagina su un social, è un attimo che questa venga spazzata via da un giorno all'altro, oppure venga relegata alle profondità dell'algoritmo.

In questo senso può essere utile avere un sito che ti appartiene da usare come fulcro, su cui carichi i contenuti in maniera stabile, che poi vai a replicare sui social che decidi di usare per cercare visibilità, cercando di diversificare senza affidarti troppo a uno solo, se possibile.

Non capisco l'astio verso i social. Quando i server di un famosissimo provider andarono a fuoco, pochi anni fa, non si poté fare molto per recuperare i dati di alcuni sfortunati utenti. Se cerco un autore, al giorno d'oggi, lo cerco principalmente sui social, dove posso rimanere aggiornato. Li metterei sullo stesso piano, ai fatti, inserendoli nel concetto di diversificazione. Anche perché pure alphabet ci tiene a farti sapere che sei uno dei tanti clienti, quando hai un sito, nonostante i vari utili strumenti di marketing.

Ok, ora si spiega tutto 😂

Support Rando ·

No. Non sono due cose che si escludono a vicenda, vanno fatte lavorare insieme. Il punto però è sempre che sui social sei a casa d'altri: magari costruisci un piccolo impero, e un giorno ti viene spazzato via da Meta senza possibilità di recupero. E non sono cose che succedono così di rado, tra l'altro 🥲

Beh se il libro va bene è comodo avere un posto dove approfondire la lore con immagini, testi e video, piuttosto che avere la solita pagina facebook. Ma forse sto generalizzando troppo la mia esperienza personale

Support Rando ·

No, sicuramente un web designer non costa 9€   però la soluzione che proponi tu può essere valida per qualcuno che sa come smanettare (e a quel punto meglio installarsi WordPress a casina propria)

Support Rando ·

Ci sono anche web designer economici per i quali non serve vendere un rene 

Support Rando ·

Non c'è nessun astio ma no, casa propria e i social non sono assolutamente sullo stesso piano. Qualsiasi espertə di marketing – verə, non guru farlocchə – ti dirà che è fondamentale essere presente sui social ma che ancor più fondamentale è NON essere SOLO sui social: l'importanza di un sito web (di proprietà, non su sottodomini), di una mailing list costruita come si deve sono incommensurabili.

Inoltre, per quanto riguarda la faccenda di OVH dipende dal fatto che il loro disaster recovery plan non fosse proprio ottimale; da allora chi non aveva backup fisicamente lontani dai server principali ha ovviato al problema (e meno male  ) 

Io comunque sui miei siti (e su quelli dei miei clienti) faccio sempre backup settimanali su server esterni per conto mio, al di là di quelli offerti dall'hosting 

Alessandro Margheriti ·

La diversificazione che permettono i social è molto utile. Io ne uso diversi, e nel mio piccolo mi sono accorto ad esempio che il pubblico di un social è diverso da quello di un altro. Il punto non è tanto l'essere presenti ovunque, quanto farsi due domande prima: dove sono i nostri lettori potenziali? Che fascia di età hanno? È chiaro che se scrivo libri di saggistica per adulti magari non mi vado ad aprire un profilo su Discord o Twitch...
E noi dove siamo, invece? Su quale social e con che tipi di contenuti riusciamo ad attrarre maggiore pubblico? 
E infine, se avete già alle spalle alcune pubblicazioni e avete un piccolo pubblico, avete preso in considerazione l'idea di una newsletter o una community di vostri lettori?
A tal proposito ora aprirò un bel topic che potrebbe interessarvi

Support Rando ·

Ossia che ce l'ho coi social perché c'ho speso un occhio della testa? 

Una domanda: nel mondo di oggi, il sito non è qualcosa di datato? Non converrebbe puntare più sui social media, per raggiungere un pubblico più vasto e avere la propria presenza sul web? 🤔

Support Rando ·

Sì, anche perché poi entra in gioco l'aspetto fiscale ed è un casino. Si rimanda al sito dell'editore/piattaforme varie e via, più semplice ed efficace  

Giovanni Cozza ·

Confermo quello che dice @Ayame sul fatto che non avere un dominio di primo livello, purtroppo, dà tantissimo un'impressione di amatorialità. Inoltre, se non ricordo male, diventa praticamente impossibile che il sito esca fuori come risultato di una ricerca Google o simili.

Al di là del modo in cui viene creato il sito (creandolo da zero, modificando un template, usando una piattaforma alla Wix), è importante che poi vada a finire su un dominio tutto suo.

La possibilità di comprare direttamente dal sito forse è un po' overkill se non hai un giro di vendite molto grosso, l'importante è che sia facile e immediato arrivare direttamente sulle pagine delle piattaforme che vendono nel momento in cui vedi un libro che ti interessa.

Ciao Ayame, esistono escamotage molto efficaci, come acquistare il nome di un dominio e fare poi la redirect su qualsiasi piattaforma. Io ho fatto così e va alla grande, weebly è molto intuitivo e si può fare tutto gratis se metti la redirect. Lo dico per quelli esordienti che hanno poca pecunia da investire 😉

Per quelli invece che vogliono qualcosa di più e se lo possono permettere, ben venga pagare un web designer.

Desy Icardi ·

Il sito ha un valore più istituzionale, è una vetrina. I social  sicuramente incidono di più sulle vendite.  

Beh ci sono domini dot com a buon mercato che si aggirano sui 9 euro annuali, non credo che un web designer si faccia pagare così poco. Ripeto, è una soluzione per chi non si può permettere grosse cifre.

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