Riviste Letterarie ossia "Nuovi autori e dove trovarli"

Mattia Alari ·

Spero che questa discussione interessi molti e che porti sia a confrontare differenti punti di vista in merito, che a informare altri autori di questa importante realtà.

Le riviste letterarie sono molto cambiate rispetto al passato, molto più informali e giovani, e secondo molti editori e scout sono oggi il primo valido passo per costruirsi una reputazione da autore.
Le riviste sono molte e differenti. Ne vengono fondate parecchie ogni anno, tantissime chiudono e alcune storiche resistono da tempo (anche se spesso, a mio parere, hanno solo mantenuto il nome e non altro che prima le definiva per quello che erano).
Voi cosa pensate del fatto di pubblicare sulle riviste?
E' vero o no che questo serve davvero a farti notare e considerare maggioramente qualora tu decidessi di presentarti "seriamente" come autore?

Risposte

Mattia Alari ·

Grazie di aver detto la tua. Sì, sicuramente fa comodo e tutto, ma seguendo le riviste (in genere cerco di leggerle molto) mi sono accorto di una serie di questioni, non ultimo il fatto che si spinga molto l'idea che certe riviste "selezionino" davvero il meglio e ci sia da fidarsi. Sono anche molte le riviste che fanno periodicamente presente come autori che hanno scritto per loro, siano ora alla prima pubblicazione con casa editrice di rinomato valore anche se medio piccola (sono considerate tali quelle che ti "portano" a concorsi importanti e riescono a piazzare i loro testi sempre in testa a classifiche di gradimento "qualitativo", molte e non sempre condivisibili, a mio parere).
E' comunque molto interessante la questione della coerenza dell'autore e la riconoscibilità della sua voce.
In genere penso che uno scrittore debba mettersi alla prova con vari generi (ad esempio) e vedo che invece molti tendono a cercare di caratterizzarsi per tematiche ricorrenti e svolte in modo caratteristico.
Quando io ho pubblicato su delle riviste, l'ho fatto proponendo lavori di vario tipo e molto diversi tra loro. Spero, nonostante tutto, fossero riconoscibili per qualcosa, ma dopo aver fatto uscire (ad esempio) una favola surreale e dei racconti "disturbanti" certamente non posso ambire a essere riconoscibile per "temi". Ho solo delle preferenze.

Ho poi notato come alcune riviste, forse stimando molto la scelta di altre, siano spesso inclini a far circolare sempre gli stessi nomi, che iniziano a diventare poi "più noti di altri" per forza di cose. E credo che purtroppo sia molto vero il detto "fatti la nomina e poi riposati" perché ho letto cose davvero penose su riviste "blasonate" che non c'è verso di "raggiungere" (non si comprende neanche come inviare delle proposte). Ho poi notato che alcune sono davvero troppo "riposizionate ideologicamente" e non parlo di politica (e anche quello, un bel casino). Secondo me, questo influenza sulle scelte e non sono affatto sicuro che si tratti di selezione qualitativa quanto altro. Ma è una considerazione da lettore e non riguarda certo tutte le riviste.
In questo "casino" però, ci sono realtà più coraggiose che pubblicano cose strane ma che fanno pensare o cose che non sarebbero mai pubblicate normalmente per vari motivi (tematiche, scelte linguistiche, formato) e queste le apprezzo molto.

Modificato 17 Gennaio 2021 da Mattia Alari (visualizza storico modifiche)

Ho spedito a una rivista che mi seguiva sui social, anche bellina, ma non ho inserito i dati personali nel testo. Mai più saputo nulla.

Trovo difficile far presente che pubblichi per una rivista, se non sono svariate, perché cosa scrivi sul sito? "Collabora con diverse riviste", perché hai mandato un racconto? Detto questo non so.

è molto OT chiedervi se ci sono belle riviste di racconti fantasy e di fantascienza di autori italiani? Mi ricordo Altrisogni ma mi sa che non pubblicano più!

Mattia Alari ·

Se non hai inserito i dati richiesti, ti sei risposto da solo: è il motivo per cui non hai saputo nulla.
Anche se molte, vista la mole di invii, preferiscono rispondere solo se interessate. Solitamente i tempi vanno da due a sei mesi. Molto più rapidi per riviste che hanno una pubblicazione settimanale, quindi smistano molto più materiale e scelgono più cose.
In realtà sono molti gli autori che scrivono di aver collaborato con tot riviste e poi lista al seguito. Non è per nulla strano.

Modificato 18 Gennaio 2021 da Mattia Alari (visualizza storico modifiche)

Ghost ·

Ciao, Mattia. 

Penso sinceramente che la riconoscibilità non sia strettamente legata ai temi, quanto piuttosto alla Voce. 

Ogni rivista ha la sua linea. Per questo credo sia anche accurato leggerne diverse. Non tutti i testi sono appropriati a tutte le riviste; con appropriati intendo che non si può spedire tutto a tutti indistintamente e pretendere che vada bene a ognuna. Ogni rivista fa la sua selezione che sia di qualità o meno. È comunque una fortuna che ve ne siano diverse, anche se alcune lasciano non poco spazio a dubbi riguardo la qualità di ciò che pubblicano. 

Saluti.  

Ghost ·

comincio col rispondere io, se dovesse esserti utile. Il mio punto di vista è simile a quello che descrivevi tu: sono molto utili, per come la vedo. Anche se costruirsi una reputazione soltanto tramite riviste, la vedo piuttosto dura. Alcune di queste, usano infatti autori già professionisti come Punta di diamante nelle loro pubblicazioni: sommano a Racconti di esordienti come carne da macello, i Racconti dei professionisti come attrazione nel creare un insieme di racconti che diano poi il materiale adeguato alla linea editoriale per la pubblicazione del numero in uscita. Che sia esso online o cartaceo. Le riviste Online sono molte, in effetti, e la cosa molto importate, a mio avviso, è la coerenza da parte dell'autore. Mantenere una buona voce riconoscibile su qualsiasi brano pubblicato è la seconda cosa che curerei. Anche se sono d'accordo con te sul fatto che antiche riviste ora non rappresentano più ciò che rappresentavano in passato (si sono per così dire annacquate) resta il fatto che pubblicare, per un esordiente, rappresenta oggi un ottimo biglietto da visita. Non solo per eventuali editori, ma anche per eventuali concorsi ai quali poi guardano eventuali editori. Aver pubblicato su riviste letterarie, se sono diverse, sono quotate (se, se e se) crea un buon (chiamiamolo) Curriculum Vitae di autore esordiente. E un Buon CV fa sempre comodo.

Saluti  

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