Quella strana proposta editoriale...
Nino B ·
Bentrovati.
Sono un neo iscritto, anche se, come dicevo nel post di presentazione, anni fa frequentavo Writer's Dream (non molto assiduamente, in verità).
Ho già pubblicato, grazie a una piccola e coraggiosa casa editrice indipendente, la traduzione di un importante romanzo storico di cui ancora non esisteva alcuna edizione italiana.
Poi, stimolato da quell'esperienza, che in effetti era nata quasi per caso, mi sono dedicato alla stesura della prima fatica veramente mia: un romanzo storico in cui ho riversato tutto il mio amore per la lettura e per la scrittura e in cui ho toccato varie tematiche che mi stanno particolarmente a cuore. Dopo quattro anni di studi storici e di lavoro, sono finalmente giunto al termine. Ho quindi inoltrato il manoscritto a un certo numero di editori, selezionandoli con l'aiuto di vari consigli reperiti in rete.
Qualche giorno fa, dopo pochissimo tempo dall'invio, ho ricevuto una proposta di pubblicazione molto strana da parte di uno di quegli editori, di cui non faccio il nome: chiamiamolo Taldetali; si tratta di un editore forse non famosissimo, ma che comunque si affida al più importante distributore italiano. Mi ha chiamato una persona estremamente amichevole, che ha esordito dicendo di aver letto il mio manoscritto e di averlo trovato molto interessante; è entrata in particolari che andavano ben oltre la sinossi, facendomi quindi pensare che l'abbia veramente letto tutto o quasi. Naturalmente io ero al settimo cielo e già vedevo il mio libro sugli scaffali, ma poi se n'è uscito con una proposta che mi ha lasciato di stucco: dato che, nei fatti, sono uno scrittore emergente e che il rischio dell'invenduto è dietro l'angolo, l'editore stesso passerebbe il mio manoscritto a un circuito di crowd publishing, con il quale mi dovrei impegnare in prima persona nel consueto balletto di auto-promozione e raggiungere un minimo di 200 prenotazioni in un tempo limite. Superata positivamente tale fase, il libro verrebbe pubblicato. Se non ho capito male (non potevo stare molto al telefono e, con questa scusa, ho preso tempo...), il libro non verrebbe pubblicato dall'editore Taldetali, ma dal crowd; nel caso di riscontro positivo, poi, l'editore pubblicherebbe un eventuale mio secondo lavoro.
Penso che le mie perplessità siano condivisibili: se a pubblicarmi (forse) sarà il crowd publisher, che c'entra l'editore Taldetali? Al crowd posso rivolgermi direttamente io e, in caso di successo nelle vendite, posso scegliermelo io un editore. Ma poniamo il caso che io abbia capito male e che il libro mi verrebbe pubblicato dall'editore Taldetali: non vi sembra che si tratti di un espediente per mascherare il doppio canale? Anzi, per come la penso io, meglio il doppio canale a questo punto: almeno ho le mie belle copie che posso decidere se, come e a chi venderle.
E tutto ciò tralasciando il fatto che non è scontato raggiungere il minimo di prenotazioni (soprattutto per me che sono un tipo a-social ) e che elemosinare l'acquisto tra amici e parenti è una cosa che vorrei sinceramente evitare...
Sto seriamente pensando di rifiutare la proposta. Consigliatemi vi prego...