Presentazioni. Servono o non servono?
Come preannunciato nella discussione relativa a pseudonimi e nomi d'arte, ne apro un'apposita riguardo alle presentazioni, affinché ciascuno possa esprimere il proprio parere.
Quesito primario: servono o non servono a vendere più libri e a far conoscere l'autore e la sua opera?
Parto con la mia personale e lapalissiana risposta: servono, e anche molto, se sono bene organizzate e gestite.
A volte servono, a dire il vero, anche quando sono organizzate e gestite male, ma per altri fattori che sarebbe lungo sviscerare in questa sede.
Per non parlare in astratto, riporto il caso della mia ultima presentazione pre-covid, nel dicembre 2019, organizzata in una galleria d'arte, luogo di solito non proprio adattissimo a eventi del genere, e non eccessivamente capiente.
Passa parola sui social, qualche messaggio via whatsapp e puntuali all'appuntamento - anche molto in anticipo, direi - si presenta una cinquantina di persone. Saluti di rito a coloro che conosco - meno di un quarto dei presenti tra amici e conoscenti (niente parenti) - e saluto più veloce per tutti gli altri.
Inizio proiezione slides alle ore 21,15, dopo il classico quarto d'ora accademico per sistemare al meglio il proiettore, e termine alle ore 22,00, perché cerco di andare il più veloce possibile: niente sbadigli, comqunque, nonostante si tratti di un venerdì sera dopo una settimana di lavoro, né fughe impreviste.
Finite le slides, risaluto tutti con l'intenzione di mandarli a casa: se vogliono prendere il libro - chi già non ce l'ha, ovvio - bene, altrimenti bene lo stesso.
Niente da fare, non mi lasciano andare. Nonostante non abbia sollecitato alcuna domanda, le domande arrivano a raffica, una dopo l'altra. C'è chi ne fa addirittura tre e vorrebbe farne una quarta, ma gli altri reclamano per il proprio turno e lo zittiscono.
Finisco alle 23.00. Nessuno ha sbadigliato, nessuno se n'é andato, neanche questa volta e, prima di uscire, in molti mi rimproverano: "Perché non hai parlato più a lungo?". "A me pareva anche troppo", rispondo.
Comincia il rituale del firma copie e, tra un saluto e un supplemento di spiegazione individuale, arriva mezzanotte.
Quando gli ultimi ospiti se ne vanno, rimane lo staff della CE e la titolare della galleria. Cominciamo a così smontare il proiettore e a ritirare il materiale, e ci accorgiamo che ci siamo perfino scordati di offrire il prosecco che avevamo messo in fresco.
Poco male, ce lo beviamo noi. Non tutto, però, perché poi dobbiamo guidare fino a casa.