Come funziona l'editoria

Buongiorno, spero sia la sezione giusta.

Mi sono da poco presentato e provo a spiegare la mia domanda, da completo neofita di questo mondo.

Superfluo dire che sono uno dei tanti che in questo ultimo anno si è cimentato col buttare pensieri sulla carta, anzi sul supporto digitale di un pc.

E prima ancora di pensare a velleità di stampa, sto cercando, attraverso forum e gruppi social, di capire come funziona questo mondo; ma la ricerca sta diventanto lunga, sperando di trovare la "risposta giusta".

Allora...mi sembra di capire che le strade per pubblicare un cartaceo siano sostanzialmente 2:

-autopubblicarsi col servizio Print on demand su Amazon e similari: non sei in libreria e neppure su IBS (?) e ti sponsorizzi da solo

-autopubblicarsi su altri "siti" Print on demand: (youcanp...mondadoristor..ect) non sei in libreria, in alcuni casi il libro è richiedibile in libreria, ti distribuiscono/indicizzano pure su IBS, ti supportano pubblicitariamente, pagando, attraverso i loro canali, percentuale di guadagno per lo scrittore un po' di bassa di Amazon

-piccola casa editrice fisica e ormai sempre anche on line che chiedendoti un investimento o meno,  ti stampa, a suo modo ti supporta o meno, ti metto in qualche suo catalogo..., se ho capito ti fa comparire pure su IBS, percentuale di guadagno ancora più bassa e non ho capito se vieni distribuito fisicamente in tutte le librerie d'italia.

Insomma mi pare di capire che un grosso ruolo gioca la presenza reale nelle librerie ed essere presente sulle grosse librerie on line tipo IBS.

Ma non ho capito il meccanismo...

Con la piccola casa editrice del mio paese ( ma proprio piccola....è una libreria indipendente che lo fa per passatempo appoggiandosi ad una grafica per il piacere di far contenti gli scrittori del paese ) o con altre piccole case editrici sei o non sei distribuito in tutte le librerie d'Italia?

E soprattutto chi è ti mette su IBS? O grazie a chi o che cosa compari su IBS? A parte il fatto che ho notato che le case editrici sconosciute su IBS spesso hanno libri non disponibili...

Forse non ho ben chiaro il meccanismo di distribuzione, cioè se la piccola casa editrice deve fisicamente consegnare un tot di copie a IBS...boh....tanta confusione....

Grazie anticipatamente a chi mi volesse aiutare a capire...

Risposte

Grazie infinite intanto per la celere e completa risposta; wow, ho letto l'altra discussione che mi hai indicato e rimango sempre più affascinato da quello che scrivi...ti avevo già letto un pò sul "vecchio" forum e mi viene da ridere quando non ti comprendono, non comprendendo le logicissime logiche di mercato, nonchè la tendenza di massa nell'acquisto, quindi nel condizionare inevitabilmente l'imprenditore CE.
Allora, ri-tiriamo nuove somme:
Dal momento in cui, da una pseudostatistica sommaria e superficiale che ho fatto giorni fa attraverso un gruppo fb, ho appreso che molti lettori, nella scelta di un libro, si orientano e si lasciano influenzare dalla conoscenza dell'autore e dalle sensazioni in libreria ( assieme chiaramente a tanti altri fattori ), possiamo affermare che lo scrittore totalmente sconosciuto e senza agganci può tranquillamente bypassare tutte quelle realtà virtuali reali e fantomatiche che, con o senza investimento, ti promettono visibilità e vendite; la possibilità di ordinare un libro in libreria mi sembra una presa per......Se tendenzialmente acquisto in libreria è perchè amo l'odore e la sensazione tattile e visiva del libro, se devo fare su e giù per chiedere al commesso che me lo ordini...me lo ordino da solo.

Doverosa premessa.
Intanto, io, scrittore sconosciuto, imprenditore di me stesso, ho a disposizione solo la speranza di rosicchiare e farmi spazio solo in quella fettina di mercato che vede potenziali acquirenti disposti a non cedere al fascino sia della libreria sia dello scrittore già conosciuto ed amato; in parole povere, il lettore che si fa influenzare dal web inteso in senso mooolto lato, cioè qualsiasi forma di comunicazione digitale, paratelevisiva o pararadiofonica.
Ma farsi spazio in questo piccolo mercato, schiacciato dalla libreria fisica e dai nomi noti e bravi ( giustamente ), ed egemonizzato dai portali on line conosciuti, riconosciuti ed autoritari, è un'impresa; soprattutto perchè nei loro portali troviamo facilmente visibili ed accessibili gli stessi libri in vetrina, in primo piano, delle librerie. A parte quindi le pagine "guida/ti porto dove dico io" di questi portali, poi abbiamo il mondo, l'infinito, migliaia di scrittori o presunti (osi...come me ) tali che, vista la mole, ti riportano quasi al punto di partenza...l'invisibilità; impossibile trovare il libro di uno sconosciuto se non inserendo il titolo.
Quindi essere "catalogati" su IBS è relativo; ossia fai l'investimento attraverso un editore o attrezzandoti in maniera personale ( Amazon ? ) ma alla fine sei introvabile lo stesso, a meno che qualcuno non ti cerchi...a quel punto vieni trovato ed "ordinato".
Ma per cercarti qualcuno, devi lavorare in pubblicità, smanettare, creare luoghi virtuali per dire che ci sei tu...ect...ect...E dopo che sei riuscito ad incuriosire qualcuno puoi tranquillamente indirizzarlo all'acquisto anche tramite Amazon...
Il discorso IBS o l'autopubblicazione on demand con MondadoriStore ( mi pare che faccia questo servizio ma non ho approfondito... paga meno di Amazon ) può essere solo un "compromesso d'immagine" per instillare nella mente dell'acquirente che anche tu fai parte...sei nel luogo del libro...sei uno scrittore...non sei il povero disgraziato che si autopubblica con Amazon...così come fa il vicino di casa, che vende pure il quadro o qualche altra produzione artigianale amatoriale.
Anche perchè, se IBS o similari mi danno la possibilità, con 1000-3000 euri, di essere fra i 20-30 libri più venduti, assieme ai grandi nomi, allora la scommessa può pure starci, fermo restando che tu prima attraverso decine e decine di altri canali, finti commenti positivi in tanti gruppi...ect, abbiamo incuriosito il lettore e che, SOPRATTUTTO, quello che tu abbia scritto sia ottimo.
Quindi, dopo l'investimento, la macchina delle recensioni vere e del nome che gira inizi a marciare anche da sola.
Ma se rimango un nome "schedato", fra migliaia di nomi, introvabili...è tutto molto arduo a questo punto.
Dopo una settimana circa che smanetto sul web mi sembra di aver capito questo....grazie anche a ciò che mi hai spiegato circa la cosidetta distribuzione.
Che ne pensi?

Solo che col self, per quanto di qualità, sei praticamente invisibile a meno che non si disponga della rete social o similare di cui parlava Wanderer, considerazione da lui fatta anche troppo...ottimistica: oggi, considerando quanto arriva, in termini di copertura ed interazione, ai fans di una pagina (10-20 %?), 20000 fans risultano pochini e dovremmo aggiungere tante altre considerazioni sulla fiducia, affidabilità di quello che posti, come hai raggiunto i fans,ect...

Il discorso che fai sulla casa editrice non a pagamento bene distribuita on line, perdonami, ma vista probabilmente la mia inesperienza non lo capisco: se sei ben distribuito ( non presente/pubblicizzato) on line, non significa che materialmente l'editore ha consegnato un tot di copie al distributore, e quindi a chi ti vende on line? E come fa ad essere non a pagamento/gratuita una situazione simile? Devi essere uno scrittore tanto famoso o tanto "geniale" da indurre l'editore ad investire su di te, anticipando soldi di stampa, distribuzione, ect? Esistono medie e piccole case editrici che fanno questo? Forse per coloro che si sono ben piazzati ai vari concorsi? O che già si sono costruiti una piccola fama attraverso step diversi, come potrebbe appunto essere quello del self?

Ilaria Mainardi ·

Leggendo emergenti e studiando le varie possibilità, sono certa che @vincenzo86 potrà trovare anche piccole CE di valore. Ce ne sono molte e arrivarci, pur non essendo facile (ricevono in media un migliaio di manoscritti ogni anno), è possibile. 

Precisiamo un po' di cose visto che girano tante imprecisioni.

Per essere presenti su IBS e su tutti gli store on line è necessario avere un IBAN che ti permette di avere il libro nel Catalogo dei libri in commercio. Da questo catalogo attingono le informazioni tutti quanti: librerie online, librerie fisiche ecc.

Nelle librerie online l'unico vantaggio che dà essere distribuito sono i tempi di consegna.

Essere presente in libreria può senz'altro essere un vantaggio se sei pubblicato da una grossa casa editrice perché gode di una visibilità maggiore, non fosse che per la capacità di distribuire pile di libri in tantissime librerie. Normalmente le caese editrici normali in libreria non ci rimangono più di pochi mesi perché sono centinaia le nuove pubblicazioni che arrivano ogni settimana di conseguenza le libreria hanno continuo bisogno di spazio. Quindi, alla fine, non ci crederete, ma la cosa migliore è sempre quella della facilità di reperibilità e quindi di poter essere ordinati facilmente dai punti vendita.

Ilaria Mainardi ·

Questo è vero! E infatti una buona pubblicazione non può prescindere dalla consapevolezza del mercato editoriale e dalla conoscenza, possibilmente diretta, delle case editrici a cui ci si vuole proporre. Per questo resto sempre perplessa quando si chiede: con chi posso pubblicare questo testo?
Un autore dovrebbe avere in testa una lista piuttosto lunga di editori con cui potrebbe pubblicare. Alcuni possono essere irraggiungibili, altri meno. 

Ilaria Mainardi ·

Credo che Messaggerie sia di Feltrinelli (che quindi è editore, venditore e distributore) e non del gruppo Mauri Spagnol: https://www.messaggerielibri.it/organigramma/

Detto ciò, concordo con quanto precisato da @Riccardo per Tempesta Edit

Realisticamente il mio consiglio è di optare, o per un self di qualità, ovvero realizzato a partire da un buon testo, ben editato e corretto, oppure per una casa editrice non a pagamento, ben distribuita on-line e con la possibilità (che è solo una possibilità, poi il libraio potrà benissimo non effettuare l'ordine) di ordine nei negozi fisici.
Se poi la tua CE è della tua zona, potrai più facilmente essere a scaffale nelle librerie, per accordi diretti tra queste ultime e la casa editrice.  
 

Ilaria Mainardi ·

Sì, certo. Ogni autore dovrebbe comunque aspirare alla pubblicazione di un'opera di buona qualità. E di opere di buona qualità la piccola editoria è ricca. 
Io non mi sono mai neppure immaginata di pubblicare con un grande editore, ma ho sempre proposto, ai piccoli editori, opere che ritenevo (e che erano state valutate) accettabili. 

Modificato 13 Marzo 2021 da Ophelia03 (visualizza storico modifiche)

Però Riccardo perdonami ma non comprendo diversi passaggi.

Dici che per essere su IBS ( o altri store on line importanti?) basta l'isbn e non il distributore? Basta in che senso? Che un libro dotato di isbn, quindi di identificativo, è in automatico inserito nel catalogo dei libri e, sempre in automatico, IBS "recepisce"/ "si autoaggiorna" recependo quel catalogo? O dopo aver acquisito l'isbn bisogna eseguire delle procedure per essere inseriti nel catalogo e successivamente altre per essere su IBS?

Inoltre mi chiedo a questo punto, se la discriminante sia l'ISBN o l'ISBN con casa editrice? Cioè parli di isbn editoriale...ma che significa? Visto che, a quanto pare, anche un privato cittadino puo' ottenere l'isbn per il suo libro, perchè lo stesso non potrebbe accordarsi con IBS, se non addirittura IBS "recepirlo" - il libro - dal catalogo? C'è qualche passaggio che mi sfugge sicuramente per mia ignoranza in materia.

A parte il fatto che ho la sensazione che il self p. abbia creato una vacazio...CE.

Mi spiego meglio.

L'isbn non mi pare che identifichi un prodotto commerciale, identifica un oggetto, il libro, che è sempre stato cmq un prodotto commerciale venduto da un soggetto commerciale, l'autore invece colui che presta/vende l'opera intellettuale. Ma le cose sono cambiate al punto che sono frequenti le discussioni secondo le quali l'autore in self p. su amazon di dovrebbe inquadrare come attività d'impresa...( non entro nel merito della questione ). Fatto sta, qualsiasi sia la natura dello scrittore, mi pare di notare la scomparsa del venditore/CE. Perchè in effetti Amazon, non acquisendo neppure i diritti, puo' ritenersi tranquillamente una grafica e un corriere ma non un editore ( tutt'al più un pubblicitario quando chiediamo piu' visibilità...).

E allora, a questo punto, che cosa è diventano l'isbn storicamente acquisito dalla casa editrice? E il catalogo? Non è quindi, in alcuni casi, lo scrittore che ne fa le veci e potrebbe contattare ed accordarsi con gli store on line affinchè recepiscano la presenza del suo libro, probabilmente presente in catalogo, dopo aver ottenuto, anche in maniera autonoma, l'isbn?

Ilaria Mainardi ·

Non so se ho capito l'obiezione.

Una casa editrice a pagamento è una casa editrice che sposta sull'autore tutti o una parte degli oneri economici della pubblicazione. Per esempio: una casa editrice a pagamento ti chiederà di acquistare tot copie del tuo libro come conditio sine qua non per la pubblicazione. 
Non è assolutamente illegale (né immorale, per carità!), sono scelte, però lo sconsiglio, dato che esistono molte valide case editrici free (cioè che non ti chiedono soldi). Per farsi pubblicare da queste realtà non occorre essere già famosi o acclamati, ma che il nostro testo sia ben inseribile nei loro cataloghi, che li convinca. Non parlo ovviamente di grossi gruppi editoriali, per i quali valgono altri ragionamenti, in linea di massima, ma di realtà piccole. 

Mi manca ancora un piccolo passaggio, probabilmente perchè non ho ancora effettuato una ricerca globale e completa sui vari competitor..: per essere presenti sui portali noti ( ibs, mondadori, libraio, feltrinelli, ect ) è indispensabile che il libro venga distribuito, quindi inviato ad essi ( anche se per poche copie ) o è possibile essere presenti su questi portali attraverso un qualche "intermediario" che, nonostante "pubblichi" il libro in POD, riesca a metterlo subito a disposizione ( in che modo?? ) ad IBS (es.) per la spedizione al cliente

Ma sai che pero' a questo punto mi verrebbe pure di azzardare un'idea, cioè che la novità del self p. è un falso ideologico e che non ha poi così nulla di innovativo...

Perchè lo scrittore "seriale" e non occasionale ( e per seriale intendo a questo punto anche colui che, pur avendo scritto un solo libro, per un anno intero lo rendo disponibile in vendita e continua a sponsorizzarlo ), col self p. a questo punto non fa altro che quello che fanno ed hanno sempre fatto molte case editrici: trovo chi stampa, chi distribuisce ed eventualmente sponsorizzo ( o trovo chi lo fa per me ) e ci guadagno sulle vendite, dopo aver deciso in che modo remunerare lo scrittore. In fondo il self a questo punto può essere semplicemente visto come un modo per dare a tanti, con una formula diversa - attori diversi - ma sostanzialmente uguale, la possibilità di diventare editori; e quei tanti, oltre ad essere editori, sono pure scrittori. Il loro guadagno a questo punto equivale a quello dell'ditore più quello dello scrittore meno le tasse dell'editore, meno pure il guadagno del libraio se vendo solo on line.

E a tal proposito altre domande, perdonatemi l'impeto a carattere interrogativo, mi sorgono:

-Ma Amazon o altri cosa scrivono, alla voce CE, sul libro autopubblicato? Il loro nome? Un nome inventato che puo' mettere chi si autopubblica? ( da qui la mia precedente domanda...ma per legge un libro deve avere un editore dichiarato, esistente e con regolare iscrizione camera di commercio?)

-E inoltre, ritornando ai dubbi iniziali sull'editoria in genere: ma quando, che so, tramite yuocanprint ( dopo determinati parametri/calcoli ), deduco a quanto ammonta la mia ( di scrittore che si autopubblica ) percentuale di guadagno, vendendo il libro tramite IBS, quest'ultimo si tratterrà una percentuale come intermediario di vendita? O peggio ancora, se una libreria fisica ordina a youcanprint il mio libro, la mia percentuale di guadagno sarà ulteriormente abbassata a causa della quota di guadagno che la libreria giustamente pretende?

Si ma non ho capito dove sta il valore aggiunto? Se mi chiedi soldi per pagarti la stampa e non mi distribuisci in tutta Italia qual'è il tuo rischio d'impresa? Speri che io riesca a sponsorizzarmi e farti guadagnare qualcosa? Aumenti la tua visibilità come CE dimostrando quanti autori scrivono per te?

Allora quelle realtà che non hanno la forza di entrare realmente nel mercato "fisico" ( no pod ) non sarebbe più apprezzabili se facessero un altro discorso: tu pincopallino non hai idea di come funzioni questo mercato, rimarrai deluso, cerchiamo di capire quali sono i tuoi obiettivi e ti faccio pagare la mia professionalità per spiegarti come muoverti, in quale forma di sponsorizzazione è meglio investire e ti supporto nell'editing, copertina, video promozionali, ect,,ect

Ripeto non è vero, basta avere l'ISBN per essere presenti sul Catalogo dei libri in commercio da cui le librerie e store online ricavano tutte le informazioni necessarie. Quando vendono un libro ti contattano e tu glielo spedisci, quindi non c'è nemmeno bisogno di creare un piccolo deposito. In questo caso, l'unico difetto, è che i tempi di consegna sono un po' più lunghi.

Ilaria Mainardi ·

Come ti hanno detto 1000-3000 copie sono tirature da media editoria.

La piccola editoria che lavora bene, con tirature più basse, con distribuzione nazionale (che non significa essere a scaffale in tutte le librerie) e senza chiedere un euro all'autore esiste. Anzi, sono molte le case editrici che lavorano così, come l'esistenza stessa di questo forum testimonia.

Il valore aggiunto è quello di collaborare con un editore che ti mette a disposizione le sue competenze (parlo sempre di editoria di qualità). 

@Francesco Grandis, oltre che un autore che dal self è arrivato a Rizzoli, è un editore. La sua casa editrice credo che possa essere annoverata nelle fila della piccola editoria. Be', io ho letto tre titoli da loro pubblicati e sono testi validi, ben editati, stampati con gusto, facilmente reperibili on-line. Non ho provato a ordinarli in libreria, ma immagino che sia possibile. Quindi affermo con convinzione che Altre Voci Edizioni sia piccola editoria non a pagamento di gran valore. 

Credo che lui, in quanto autore ed editore, possa aiutare a sciogliere le questioni trattate nelle risposte precedenti. 

A scanso di equivoci: le nostre strade editoriali non si sono incontrate né si incontreranno, quindi non sto facendo pubblicità a qualcuno per un tornaconto. Non lo farei in ogni caso, ma meglio specificare. 

La fonte sono io che ci lavoro da anni! Vale per tutti! L'unico in cui potresti non comparire è Amazon (o almeno all'epoca non si compariva, bisognava prendere accordi diretti).

Ovviamente per avere l'ISBN per editori e quindi comparire nel Catalogo dei libri in commercio bisogna essere un'azienza con tanto di partita IVA e iscrizione alla Camera di Commercio.

Ilaria Mainardi ·

Accettabile nel senso di "prodotto che può stare sul mercato e può incontrare il gusto di un tot di lettori". Diciamo che lo uso come termine neutro, per non affibbiare aggettivi a robe proprie, cosa che mi sembra poco elegante! 

Sì, senza dubbio tendo più a svalutarmi che a lodarmi, ma alla lunga ho capito che, per come sono fatta, è meglio così.  
 

O forse, la domanda ancora più completa sarebbe: ma per legge, per un libro da vendere, prodotto commerciale, è necessario, come per qualsiasi altro prodotto, che si sappia chi lo "produce"? E se lo scrittore, per produrlo, si adopera a trovare chi lo stampa e chi lo distribuisce ( come farebbe cmq una ce ) a questo punto non diventa implicitamente un'attività come una casa editrice? E non dovrebbe avere gli stessi diritti e, ahimè, anche gli stessi doveri? Ok che poi entrerebbe in gioco il discorso vendita occasionale e in effetti se hai scritto solo un libro ci potresti pure rientrare...ma non è che stai svolgendo una prestazione occasionale...stai vendendo un prodotto; per cui, come qualsiasi commerciante che vuole vendere anche un solo prodotto, devi iscriverti alla camera di commercio. Già forse con l'ebook puoi girarla come una "diffusione del tuo pensiero", veicolata dall'aiuto di altri soggetti che rivestono più un ruolo pubblicitario. Ma un libro è un prodotto...o sbaglio?

Si, si capisco perfettamente il discorso; solo che, all'interno di una eventuale possibile strategia di marketing che vede il mio libro recensito 1 volta su 10, dove le 9 volte sono recensioni di scrittori famosi, stonerebbe meglio un link a IBS o a Mondadori Store piuttosto che ad Amazon...Non so se ho reso l'idea, esposta in modo poco chiaro.

greenintro ·

Buonasera, se posso, vorrei intervenire sul tema dei distributori online per chiedere se, in base alla vostra esperienza, solitamente l'inserimento del libro su uno di questi portali possa essere attuato anche su richiesta dell'autore alla casa editrice, e se ciò comporti un contributo economico da parte dell'autore. Nella mia esperienza non ho fatto alcuna richiesta, anche se mi ha un pò sorpreso non trovare il mio libro su Ibs, mentre è presente su Amazon, Libreria Universitaria, Mondadori, Feltrinelli ed altri, considerando sia un portale molto rifornito (mi baso, per quel che può valere, nel ritrovarlo ai primissimi posti nelle ricerche google sui libri), mentre miei conoscenti che hanno pubblicato per il mio stesso genere (letteratura accademica) erano presenti anche su Ibs. Non so se da parte loro ci fossero state esplicite richieste, suppongo che l'inserimento di default sia relativo alle diverse case, e alle loro particolari scelte.

Ho trovato un libro di quella casa uscito nel 2020, mentre il mio è uscito nel 2019. Questo potrebbe allontanare l'ipotesi dell'inserimento dopo un certo periodo di tempo, chiaramente un singolo caso non fa statistica, forse ce ne sono altri, sto facendo ricerche parziali e a random.

Magari è una stupidaggine che non centra niente, ma non potrebbe dipendere dalle singole collane? Forse a volte le case editrici si accordano coi distributori relativamente alle collane, magari privilegiando (cioè inserendo in più portali) quelle che garantiscono un maggiore impatto commerciale a ripagare i costi di distribuzione, mentre per altre più specialistiche e di nicchia (come la mia) ci si accorda con meno distributori... Magari è solo un caso, ma finora tra i libri usciti con la mia stessa collana non ne ho trovato nessuno presente su Ibs (non che ne abbia cercati tantissimi...). Comunque valuterò se chiedere informazioni in merito. Grazie dei consigli.

Si, infatti...assieme ad una buona o forte presenza sul web ed un pò di paraculismo sfruttando chi spera di diventare famoso...

Mi pongo queste domande perchè non ho idea, macchinari semiprofessionali esclusi, quanto realmente possa costare stamparsi un libro rispetto al POD o addirittura rispetto ad una grafica in città.

Grazie cmq per le mille risposte che mi stai dando.

P.S.: A proposito della tua realtà sul web ossia la pagina di cui mi accennavi....a quanto sto capendo sono i gruppi  il "prodotto" social che maggiormente riesce a catalizzare l'attenzione dei fans/iscritti, visto che, grazie alle notifiche, non si perdono nulla; con le pagine ahimè tanto, quindi indirizzare i fans in un gruppo è l'unica.

In un altro argomento di un forum mi sembra di aver capito che Amazon dà la possibilità di inserire un proprio ( acquisito fuori da Amazon ) ISBN, con uno step successivo nel quale chiede di inserire la casa editrice "legata" a quel isbn; chissà se in questo modo la scritta "Indipendenty published" viene soppressa e sostituita da quella della casa editrice. Certo, se così fosse, sarebbe una presa per i fondelli per lo scrittore ignaro, a meno che consapevole del ruolo che a quel punto svolge la cosidetta casa editrice.

greenintro ·

Sono andato a controllare. Ibs distribuisce alcuni libri di quella casa, mentre, facendo alcuni tentativi con altri libri, trovo che ci sono delle assenze (presenti invece in Feltrinelli, a conferma che non ci sarebbe sempre corrispondenza necessaria tra i due portali). Non so precisamente in che senso si possa parlare di anomalia nel mio caso (spero non abbia a che fare con valutazioni sulla qualità del lavoro...), forse la cosa più probabile è che Ibs non sia, come invece nel caso di Amazon ad esempio, distributore di default della casa, ma che possa diventarlo su richiesta dell'autore... non so.

greenintro ·

Eliminare i libri, anche fuori catalogo, può essere una cosa abbastanza complicata anche se spesso può dipendere dalla casa editrice che si scorda di fare la comunicazione all'apposito ufficio.

Si, certo intendevo una CE esistente con partita iva che si muove esclusivamente con gli strumenti del web, sfruttandoli meglio possibile...Riguardo me, sai, alla fine ho buttato giù ancora mezzo libro e in realtà sta nascendo una curiosità sul mondo dell'editoria che esula dalle quattro righe che a tempo perso scrivo. E ti dirò di più, senza alcun segreto o imbarazzo.

Per scherzo alcune settimane fa ho aperto una pagina a carattere letterario, con pochissimi euri la sto spingendo, e la cosa che mi sta facendo riflettere è quella che, nonostante ancora ci siano poche centinaia di fans, diversi utenti mi scrivono in privato in merito alla possibilità di dare visibilità al loro libro.

Ed ecco che da lì, un pò per me, un pò per comprendere meglio questo mondo, è nato il mio interesse nel colmare il vuoto concernente l'editoria e l'editoria dei recenti giorni nostri.

E già altre domande sgorgono tumultuosamente: in fondo una CE sarà, fiscalmente, una delle tante partita iva che, come spese fisse previste dalla legge, avrà i contributi inps fissi ( minimi ) e poi tutto il resto sarà proporzionato alla mole di lavoro...

Ma se 4-5 persone che hanno piacere a pubblicare delle cose si spartissero le spese fisse e comprassero quel minimo che potrebbe servire per stamparsi quel minimo che potrebbero vendere ( 20-30 copie al giorno?), sarebbe un'idea folle?

Con dei macchinari per rilegare e per stampa digitale semiprofessionali, per poche stampe l'anno (2000-3000), si avrebbero dei costi di stampa inferiori a quelli proposti dalle varie piatteforme di S.P.? boh, idee...pensate buttate così...

la classifica dei primi 1000 libri non può che essere composta che dalle maggiori case editrici le cui vendite non sono quasi mai paragonabili a quelle delle piccole... La pagina novità presenta man mano che vengono caricate le ultime novità editoriali. Escludo possa esserci una promozione dietro compenso mascherata in questo modo.

greenintro ·

Ragazzi, sto approfondendo un po' l'argomento cercando di risalire lungo la complicata filiera, fra distributori, ibs, self pub., ect.

Spero di essere utile ed aggiornarvi man mano.

Intanto, a proposito di ISBN editore o privato, una cosa è certa: sul sito ISBN.IT si dice chiaramente che le modalità di acquisizione/attribuzione dell'isbn sono 2. Da privato con un massimo di 5 isbn acquistabili ( che costano...) o da editore al quale si offre la possibilità di acquistarne a pacchetti di 100....1000...costando quindi, ogni isbn, anche pochi centesimi.

Poi ho contattato un distributore minore col quale mi sentiro' lunedi per capire meglio un po' di cose...anche riguardo la pubblicazione su IBS, nonchè ho inviato una mail a IBS direttamente, presentandomi come CE.

Su youcanprint voglio capire meglio...in che modo si interfaccia con IBS...anche per capire meglio in che modo la stampa in demand si puo' interfacciare con gli store on line importanti, cioè in che modo io che decido di utilizzare un pod a mia scelta posso essere sugli store...

Tramite distributore che, ricevuto l'ordine dallo store, lo gira a me, io al pod e il pod...spedisce al distributore?A me e io al distributore?

Fatto sta che, smanettando mentalmente con questi argomenti, mi si pone un quesito apparentemente chiaro a molti ma che io rimetterei in gioco...

Ma se youcanprint, ad esempio, offrendomi l'isbn per il libro che decido di pubblicare con loro, lo acquisisce ,dal sito isbn.it,  a suo nome e inoltre, come si puo' vedere sui loro libri, mette il suo nome, a mo' di editore, sul libro, ma siamo sicuri che non è un editore a tutti gli effetti??

Anche perchè se youcanprint lo acquisisse come privato e non come editore ( sono queste le uniche 2 opzioni..a meno che....il loro isbn non ha qualcosa di strano...come amazon ) gli costerebbe almeno 50 euri...Quindi se l'isbn del mio libro è associato all'editore youcanprint....ma siamo cosi' sicuri, rispetto a quanto si sente spesso dire, che lo scrittore che si autopubblica non ha editore o addirittura è come se lo fosse lui? A me potrebbe sembrare così solo nel caso in cui lo scrittore acquisti l'sbn a suo nome come privato; a quel punto il pod rappresenta solamente una tipografia + una distribuzione.....boh....

Non è che voglia dissentire dal tuo discorso sui piccoli editori, non ne avrei le competenze e conoscenze per farlo; ma se devo darlo per corretto ciò vuol dire implicitamente che il piccolo editore onesto o free..chiamalo come vuoi non esiste.

Io parlo di quelli che non chiedono nulla allo scrittore e che cmq si propongono a costui dicendogli di vendere anche negli store on line famosi o nelle librerie.

Directbook ma penso anche gli altri chiedono all'editore di inviare a proprie spese le copie.

Se si invia una sola copia, stampata dopo aver ricevuto l'ordine di vendita, arriva al cliente dopo 15 gg e il costo di spedizione annulla il guadagno dell'editore; anzi potrebbe andare in deficit visto che il print on demand o chi ti fa la stampa digitale in genere la singola copia te la invia ad un costo esagerato...se ne stampi 100 allora siamo intorno ai 3-4 euro su libro di 220 pagine ( anche 2,80...).

Ma se ne stampi 50-100 ( anche considerando questo numero ripartito per diversi autori ) e le invii al distributore hai speso 300-500 euro più spese di spedizione, col rischio che ti ritornino indietro, sapendo di essere invisibile e sperando che gli amici degli autori comprino i libri sullo store legato al tuo distributore.

Non è una via altamente rischiosa messa in questi termini? E non ho considerato il fatto che se l'editore volesse selezionare, quindi leggere ed editare gratuitamente, le opere ci sarebbe un ulteriore mare di lavoro gratis anticipato.

Certo, se chiedi all'autore un qualche contributo sotto forma di acquisto copie o editing, ect, col cui guadagno ne stampi altre da inviare al distributore allora sì.

E cmq anche utilizzando, come editore, alcuni portali come Youcanprint ( con cui ho chiaccherato ieri ), non pensare che sia così facile spacciarsi, agli occhi dello scrittore, come editore e guadagnarci.

Youcanprint mi riferisce che se da editore voglio usufruire dei loro servizi e quindi inserire sul testo l'isbn editore ( e non quello loro col quale il libro risulterebbe edito da loro..vedi infatti sugli store ), cmq all'interno ci sarà stampigliata la loro sigla ma soprattutto non comparirò sugli store on line importanti...sul loro rimango, in pratica posso comprare e farmi spedire le copie come se utilizzassi in qualsiasi servizio di stampa digitale on line ( con prezzi pero' piu' alti della media ).

Ed è pure logico poi ho pensato ( ma non so se mi sbaglio in questa mia deduzione ):

io youcanprint ho interesse a prendere accordi col mio distributore ( che mi permetterà di essere sugli store on line ) perchè in tal modo avrò, come Youcanprint, una presenza e visibilità sempre maggiore sugli store ( già è così su IBS..nella colonna laterale fra la ricerca per editore il loro nome compare fra quei 10 in prima vista ) con tante copie in catalogo e minori costi di invio vista la quantità.

Ma se tu editore "mi sostituisci" col tuo isbn editore, lo store o libreria non potrà trovare, nella ricerca su Arianna...ect..., il tuo libro con youcanprint editore...quindi dovrai creartelo e pagartelo tu il rapporto col distributore per farti trovare. E a quel punto ritorniamo al discorso di prima.

A parte il fatto che in ogni caso, anche se youcanprint mi vendesse sugli store il libro con l'isbn mio da editore, mi darebbe il 20% dal quale dovrei togliere la quota scrittore, il mio lavoro di sistemare il manoscritto ed inserirlo su youcanprint e pagare le tasse su quel che rimane.

A questo punto, a meno di altri sotterfugi che non conosco, rimane Amazon che, a quanto pare, permette di inserire l'isbn editore...Certo rimane all'interno del testo la scritta amazon..self publishing...ma cmq mi permette di essere presente sul loro store e guadagnarci quei 4 euro circa per copia su un libro di 220 pagine venduto a 15 euro, dai quali cmq dovrò togliere il mio lavoro ( se voglio rendere il libro per cui "intercedo" leggibile ) e la provvigione per lo scrittore.

Ecco, questo penso...se poi certo cominciamo a inventarci concorsi, selezioni, pacchetti pubblicitari, lanci promozionali obbligatori, ect,tutte cose con "contributo" scrittore,,allora certo, diventa tutto piu' facile.

Approfitto della tua conoscenza...

E' possibile, senza distributore, inviare a IBS più copie rispetto il venduto, a mo' di piccolo magazzino IBS, per velocizzare l'invio del libro al lettore?

Altra domanda, ho notato che se si clicca sul sito su "tutti i libri" o "classifica", nonostante i 1000 titoli elencati in "tutti i libri" ( narrativa italiana ad esempio ), non si trovano testi di case editrici "minori"....sono sempre quelle...i grandi nomi; ma se si clicca su "novità" iniziano ad emergere fin dalla seconda pagina realtà minori ed anche self p.

Pensi che la cosa sia gestita da un qualche algoritmo o sia proprio quella della "novità" la porta ( chiamiamola cosi' ) per la promozione del libro dietro compenso?

Ma esiste un modo per promuovere un libro su IBS, per acquistare visibilità?

L'iban direi che è proprio l'architrave. Senza è come non esistere.

Continuando nella mia personale ricerca sul mondo dei libri e sulla filiera che lo governa, ieri sera ho fatto una lucida - magari errata - riflessione: a parte i grossi editori e quelli che hanno ormai una presenza ed una visibilità consolidata, gli altri, i piccoli, e tutti coloro che vorrebbero iniziare questa attività non sono quelli che rischiano molto di più degli altri?

Facevo un parallelismo, per comprendere meglio questo mondo, con altri settori produttivi: la fabbrica di vasi in terracotta, che vende in Italia o magari a tutto il mondo, produce un prodotto o dei prodotti sapendo che gli stessi sono in linea con le esigenze e le richieste del mercato del mercato, quindi che, a parte compromessi sul prezzo di vendita al grossista causati da fluttuazioni, venderanno. Riceveranno dal grossista i soldi derivanti dalla vendita e finisce lì.

Il piccolo editore, anche stampando in digitale tirature limitate, sostiene ( anticipa ) dei costi per produrre un prodotto che quasi certamente non entrerà nelle librerie nazionali, sarà quasi invisibile sui famosi store on line, lo spedisce a sue spese al distributore che non lo acquista ma gli dice..."Se me lo chiedono glielo mando e ricevuti i soldi dal libraio ti pago il prodotto, se non me lo chiedono dopo un tot di mesi te lo puoi riprendere a tue spese".

Quindi dopo l'editore chi rischia un pò è pure il libraio fisico, anche se costui acquista in base a ciò che sa di vendere ossia alle richieste del mercato.

E' corretta la mia analisi? Se fosse giusta come tirano avanti i piccoli editori? Attraverso l'editoria a pagamento cioè chiedendo un contributo d'acquisto o forme simili ( pagamento dell'editing...ect...)? Inserendo nella loro collana classici di libero utilizzo, senza copyright, cercando di piazzarli nelle libreria della zona o attraverso altri canali, magari vendendoli con uno sconto maggiore data l'assenza di autore da pagare? Oppure ancora dedicandosi a promuovere libri a carattere regionale, bypassando grande distribuzione nazionale e produzione letteraria "di massa"?

Perfetto Wanderer, è esattamente quello che pensavo e sospettavo io; vorrei solo farti notare comunque che il presunto risparmio col meta-distributore è illusorio.

Il guadagno degli store on line famosi ( detto dal meta-distributore ) è intorno al 40% e anche oltre..aggiungi il "tragitto" che lui compie per consegnare allo store il libro ( circa 4% ), l'1% che vuole sul prezzo di copertina, le spese di trasporto che sostieni tu editore per inviare a lui le copie, il canone fisso mensile minimo di 50 euro circa....e mi sa che tutto ciò alla fine equivale a chi ti dice: mi prendo il 55% sul prezzo di listino.

Ah, sempre con costui ( che non ha un rapporto diretto ma indiretto ) Amazon si trattiene il 46%

Credo vendano spazi pubblicitari e/o redazionali.

Alex Mai ·

In effetti il termine giusto era "codice ISBN"...

Scusami, e praticamente come avete fatto? Contattate lo store e stipulate un accordo? Bisogna inviare al magazzino dello store un minimo di copie da rendere disponibili quando qualcuno fa un acquisto sullo store?

Niente di tutto questo. Lo store mette nel sito tutti i libri registrati sul Catalogo dei libri in commercio. Se un cliente ordina un libro lo Store si mette in contatto e detta le condizioni. Man mano che riceve gli ordini lo Store chiede le copie vendute che bisogna spedire il più presto possibile. Per questo motivo i libri delle case editrici non distribuite hanno tempi di consegna più lunghi...

Alex Mai ·

Sono rimbambito, hai ragione ahahah

Mah, considerando i molti libri editi non presenti su Ibs troverei difficile pensare a errori umani così ripetuti. Più che altro mi interesserebbe assicurarmi che il mancato inserimento non sia dovuto a valutazioni negative sulla qualità del libro (ma anche questo mi parrebbe un pò improbabile... se il libro non ti piace chiedi all'autore di rivederlo o non lo pubblichi. Che senso ha pubblicarlo, distribuirlo quasi su tutti i portali online, tranne Ibs?). Penso che mi informerò rivolgendosi alla casa, chiedendo cortesemente se esiste ancora la possibilità di inserirlo (tanto avevo già in mente di contattarli per altre cose).

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