Castelvecchi editore

Alessandro Margheriti ·

Nome: Castelvecchi Editore
Sito web: http://www.castelvecchieditore.com/
Generi pubblicati: Saggistica, Saggi brevi, Narrativa Storica 
Indirizzo: Via Isonzo, 34 00198 Roma
Distribuzione: Messaggerie Libri
Modalità di invio manoscritti: Per proposte di narrativa manoscritti@castelvecchieditore.com

Per proposte di saggistica manoscritti.saggistica@castelvecchieditore.com

Numero di titoli pubblicati all'anno: 250-300

Castelvecchi Editore fa parte del gruppo Lit, al quale appartengono anche i marchi Arcana, Elliot, Ultra.

Alcuni manoscritti potrebbero non rientrare nel nostro profilo editoriale ma essere di interesse per uno degli altri marchi.

Se non acconsentite alla possibilità di pubblicazione con gli altri marchi vi chiediamo di specificarlo in calce alla email di presentazione. Basterà scrivere: Non acconsento alla lettura del mio testo presso gli altri marchi del gruppo Lit.

Risposte

Emma Saponaro ·

Mi stupisco che questa casa editrice rientri tra le free. Ho pubblicato con Castelvecchi nel 2017, era la mia pubblicazione da inesperta. Le royalties vengono pagate dalla 501esima copia venduta. Ciò significa che per 500 copie l'autore o l'autrice fa beneficenza all'editore. Quindi più che free la riterrei una CE a doppio binario. Credo funzioni così anche per gli altri marchi del gruppo Lit.
Mi sembrava doveroso specificarlo.

Grazie

Alessandro Margheriti ·

@emma saponaro grazie per la tua testimonianza. Spiego il significato di queste etichette editoriali: per free intendiamo che non chiede alcun tipo di contributo economico all'autore, a pagamento che chiede contributo, a doppio binario sono quelle CE che a volte (o solo per certe collane) chiedono contributi, altre volte no. Pertanto Castelvecchi è free, perché non chiede esplicitamente contributi. Che poi pagare le royalties a partire dalla 501esima copia non sia corretto è un altro discorso.

Andrea Mauri ·

Alessandro Margheriti però pagare le royalties dopo un certo numero di copie vendute è una forma velata (se non subdola) di EAP e come tale dovrebbe essere riconosciuta e segnalata. Non basta considerarla una procedura scorretta, è molto di più.

Alessandro Margheriti ·

Andrea Mauri è perfettamente legale e ognuno dovrebbe sapere cosa sta firmando. Ripeto: editoria a pagamento significa che all'autore viene chiesto un contributo all'autore. Il fatto di non pagare le royalties, o pagarle dopo un tot (che è un po' la stessa cosa) è un altro discorso.

Emma Saponaro ·

Sono d'accordo con Andrea! Alessandro, certamente sono legali le loro modalità, come lo sono acquistare cento copie per farsi pubblicare o pagare l'editing della casa editrice o addirittura (questa, giuro, mi è stata proposta da una CE grandina eh) l'impaginazione. Tutte legali, certo, ma rientrano comunque nel pagare l'editore sotto altra forma, per questo si chiama doppio binario. Mentre l'editore deve credere nell'autore e semmai favorirlo, sostenerlo. Se la vedi da un'altra prospettiva le due cose combaciano: paghi comunque uno scotto, un contributo. e non ricevere le royalties è proprio questo: non mi dai ciò che mi spetterebbe. In tal modo l'editore ha già guadagnato in partenza e non rischia nulla.

Cinzia Lucantoni ·

Salve, poichè l'esperienza di Emma risale al 2017 , vorrei sapere se qualcuno ha esperienze più recenti con questa CE.Grazie!

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