Arpeggio Libero

Ali ·

Mi sembrano prediligere il genere storico. Qualcuno ha pubblicato con loro? Che esperienza avete avuto? Grazie!

Risposte

Alessandro Margheriti ·

Dal momento che dichiarano in modo veemente di non essere EAP sposto in Free fino a prova contraria. Provvedo inoltre a integrare la scheda.

Esperienza datata (risale a dieci anni fa), ma pessima.

Se dovessi stilare voti come in una pagella, questa casa editrice sarebbe bocciata su quasi tutti i fronti, tranne che sul pagamento delle percentuali, che avveniva regolarmente.

Per il resto, invece: sebbene da contratto si parlasse di "buone norme editoriali", non ho mai capito in cosa consistessero, visto che non venne mai affrontato un editing. A detta di chi gestiva ai tempi la casa editrice: "L'editor costa troppi soldini" (cito testuali parole, a me rivolte in privato).

Il risultato fu un testo in cui sempre questa persona aveva agito di sua sponte senza mai chiedere confronti con me, inserendo anche errori suoi. Il testo venne "editato" a questa maniera per le prime 30 pagine, poi si vede che chi mise mani al testo si annoiava a farlo su tutto il resto, perché dalla trentunesima in poi, c'erano tutte le cose che in precedenza erano state tolte (eccesso di esclamativi, vocali allungate).

Se si fosse ragionato di editing, io avrei lavorato di concerto assieme a un editor, cosa che in quella casa editrice non c'è. La problematica sui testi attuali è la stessa di dieci anni fa e lo dico perché ho avuto modo di leggere degli estratti su Amazon. Di uno, in particolare, vorrei parlare: conteneva talmente tante segnalazioni di errori, che Amazon ha pensato bene di togliere il formato e-book (risale al 2020, se non ricordo male, massimo al 2021).

Veniamo ad altri aspetti che reputo importanti: chi gestisce la casa editrice ha un pessimo carattere e non sono stata l'unica persona a subire urla e modi di fare volgari, davanti a gente sconosciuta, in contesti pubblici, oltre che sui social network. Tra l'altro, la bizzarria umana di simpatie e antipatie rende questa persona poco obiettiva: a suo dire, svogliava l'acquisto di romanzi di chi gli era antipatico ma era stato pubblicato dalla casa editrice. Vorrei dire che è una cosa inventata, ma non lo è, in quanto dettami di persona da lui stesso, a fine serata dopo la presentazione del mio romanzo. In quella stessa circostanza, disse candidamente al pubblico di non aver neanche letto tutto il mio romanzo...

Per quanto concerne la pubblicità o altro, non venne fatto neanche un post sulla pagina Facebook, come accadeva per le altre pubblicazioni e l'unica presentazione fatta la organizzai io. 

Infine, siccome il signore in questione non accettava le critiche e neanche un dialogo costruttivo, dopo essersi irritato con me, scoprii per caso che aveva parlato malissimo di me (senza fare nome e cognome, ma dai fatti citati ero io) su un blog in cui gli errori di impaginazione erano colpa mia. Apro una parentesi tecnica: ciò che da questa persona venne definito errore di impaginazione altri non è che un salto temporale, atto a segnalare un cambio di tempo nella narrazione, ma siccome non credo lo sapesse, era più semplice dare la colpa a me (che neanche avevo InDesign per impaginare, eh) per il testo formattato malissimo e stampato con accapo assurdi.

La mia colpa da ignorante fu di non controllare attentamente il file prima del visto si stampi, ma dopo aver visto il PDF sballato, credevo che in stampa tutto sarebbe stato magicamente perfetto. No, non lo fu.

Su oltre 300 pagine stampate, più della metà presentava errori che io riportai in un file per far apportare loro le dovute correzioni (ho ancora mail e file...). Poi successe questa cosa vergognosa, in cui mi sentii urlare anche che se la cosa non mi stava bene, rescindevamo il contratto e me ne andavo fuori dai coglioni. Riporto non per polemica, ma per far capire che sebbene gestire i rapporti con gli autori non sempre è facile, non è neanche da persona perbene urlare contro una donna (o anche un altro, uomo, se è per questo) e che esplodere anche sui social network non è la migliore delle pubblicità.

Per questo, dopo non aver ricevuto neanche le scuse, misi in chiaro che avrei fatto la risoluzione del contratto nei tempi previsti, ovvero sei mesi prima della scadenza dei cinque anni.

Eppure, copie del mio libro se ne vanno ancora in giro e non è stato dato nulla al macero, nonostante mi fosse stato detto. L'ho scoperto nel 2020.

Infine, veniamo alla qualità delle pubblicazioni: salvo solo la carta, il resto no. Al di là del mero gusto personale, se devo esprimere un giudizio tecnico da editor, posso dire che molti testi sono acerbi e pubblicati senza alcun controllo di un editor né di un correttore di bozze. Ne consegue che la qualità è opinabile.

Le copertine sono il tipico marchio del piccolo editore che non sa esprimere la propria personalità anche con il biglietto da visita dato da una grafica accattivante: sono brutte e banali.

E no, non mi spiace dirlo, visto che ai tempi comprai anche dei romanzi, in fiera, e purtroppo non risultarono interessanti né graficamente né a livello economico (prezzi alti ingiustificati) né dal punto di vista narrativo: le quarte di copertina possono ingannare, leggere in toto un romanzo, però, dà un'idea totale di ciò che si è letto.

Chi intende fare l'editore, oggi, senza alcuna formazione alle spalle come in questo caso (la persona in questione faceva l'agente di cartonati), si fermi a riflettere e ci pensi su bene.

Se, poi, ha anche l'irascibilità facile e la mania di protagonismo sui social network, dove l'autore passa per il cretino di turno (ho letto post simili sia di questo sia di un altro piccolo editore), è bene che gli autori ci pensino, prima di inviare dattiloscritti. 

Io non potrei mai sentirmi rappresentata da chi, sul proprio profilo social, offende gli autori.

Ricapitolo: niente editing, niente correzione di bozze, nessuna promozione (se non a chi gli è simpatico, sì), nessuna presentazione se non ve la vedete da soli, condita con un pessimo carattere che, se osate dire qualcosa per più di due volte, diventate improvvisamente scomodi e antipatici.

Ciao, io li conosco da anni ormai (il primo contratto è del 2018).
Cerco di integrare la scheda.

Generi pubblicati: principalmente storici (in tutte le sue forme) e gialli (+ thriller e noir).
Per i piccoli lettori ha quattro tematiche: piccoli storici, piccole avventure, piccole scoperte e piccoli turisti

come distribuzione oltre a Libri diffusi ha come grossisti Fastbook e Cento libri di Brescia
fa numerose fiere sul territorio nazionale (credo una ventina) tra cui il Salone internazionale del libro di Torino e Più Libri Più Liberi di Roma

invio manoscritti: al momento non ricevono proposte per adulti, di solito chiedono sinossi, primo capitolo (o 30/40 pagine)  e biografia autore, se poi sono interessati chiedono l'intera opera.
Mentre per i Piccoli Lettori: sinossi, descrizione del progetto (temi e fascia di età), biografia dell’autore, testo in word più eventuali tavole illustrate se già ci sono.

Puntuale e preciso nei pagamenti sia ai fornitori che agli autori (paga i diritti semestralmente - gennaio/luglio).

Non stampa a pagamento e ci tiene molto a ribadirlo!

Parere personale: molto corretto, stima ed è stimato dai suoi autori (chi è andato via poi è tornato).
Certo è piccolo e i grandi distributori gli rodono i margini all'osso così, nonostante si ben distribuito (online e offline), sta incentivando le vendite dirette dal proprio sito.
Attualmente è poco attivo coi social, ma è decisamente in crescita anche lì.
Insomma, ha la mia fiducia e credo sia ben riposta, fermo restando che sono ben cosciente che non diventerò mai ricca con l'editoria.

Asia Borghi ·

@legacyuser Buongiorno, scusi se la disturbo. Io sono molto indecisa, ho appena ricevuto il contratto da Arpeggio Libero dopo aver conosciuto l'editore di persona. Ho letto il contratto, ma, decisa a firmarlo, ho letto per caso il suo post. Non è che per caso potrebbe parlarmi un po' più nello specifico del problema che ha riscontrato?

Apri la discussione sul forum