piccolo e inutile sfogo

Marcello ·

Un saluto a tutti. Scusate lo sfogo, ma ho l'impressione che per un esordiente pubblicare con una realtà medio-grande sia diventato un’impresa impossibile. Sembra che il numero di follower conti più della qualità della storia, a giudicare dalle tantissime biografie di influencer che affollano le librerie. Le uniche risposte arrivano da editori a pagamento (EAP) che fungono da semplici copisterie: zero editing e promozione totalmente a carico dell'autore. Anche trovare un agente è un terno al lotto, tra costi di lettura esorbitanti e nessuna garanzia di risultato. Mi viene quasi voglia di auto-pubblicarmi, ma, che dire, un libro auto-pubblicato mi fa da sempre pensare a un "volere ma non posso" ; giusto per non lasciare il testo chiuso nel cassetto.

Risposte

Salvatore Russotto ·

Come esordiebte potresti rivolgerti a case editrici più piccole. Ce ne sono anche di quelle che non chiedono contributi.

Tutti fanno la gavetta, pochi partono con le grandi case editrici, e di questi, pochi continuano.

La promozione spetta in primis all'autore. Fare promozione costa, non possiamo pensare che una casa editruce investa migliaia di euro per la promozione di libri di scrittori esordienti. Siamo il paese in cui ci sono più scrittori che lettori.

Marcello ·

Salvatore Russotto grazie per la risposta. Io non sono un esordiente, parlavo un po' in generale.

Katy Blacksmith ·

Ciao, Marcello.
Il fatto che le CE pretendano autori con la capacità di portare loro nuovo pubblico (invece di riuscire a organizzare delle serie campagne promozionali il cui scopo dovrebbe essere proprio trovare lettori) dovrebbe già farti immaginare quanti problemi abbiano le CE.
Io non conto niente (anche perché ho scelto la via del self e non per accontentarmi. Anzi!) ma avrei molti dubbi a stringere un contratto di anni con una realtà che non abbia un serio piano promozionale: come pensa di vendere un'opera, senza la promozione? Se non ha una rete di contatti con testate, riviste, critici, etc, gente che per lavoro si occupa di cultura, come pensano di sopravvivere?
Io non riuscirei a dormire tranquilla a legarmi mani e piedi, per ANNI, a una realtà così poco solida.
Porto un'opera, me la bloccano per tot anni, io pretendo di ricavarne qualcosa. Altrimenti la lascio nel cassetto.
Oppure, se il lavoro di promozione lo devo fare io, è giusto che sia io a prendermi tutta la torta e non solo una fetta sottile come carta velina.
Come vedi non sei l'unico che ha qualche sassolino nella scarpa. :)

Nino B ·

"Sembra che il numero di follower conti più della qualità della storia".

Amara e realistica constatazione! Ho appena letto un articolo che ne è la puntuale dimostrazione. Un libro pieno di errori (o, meglio, di strafalcioni, come diceva la mia maestra alle elementari), di grossolanità retoriche, di dissacrazioni becere, che, solo perché scritto da un'influencer da 800 mila follower (mi prude la lingua solo a dirlo), è stato pubblicato da una delle più importanti case editrici.

Non faccio nomi. Vi do un indizio: a Nuoro c'è il mare?

Quanto aveva ragione Umberto Eco?!

Steve ·

togli pure il "sembra" 😑

Steve ·

aggiungerei anche i giornalisti : se sei giornalista trovi belle recensioni sui quotidiani e altri giornalisti pronti a tessere le tue lodi a casaccio

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